PERIODO DI CAMBIAMENTI: QUALE SARÀ IL FUTURO DEL DIGITAL MARKETING?

Inutile dirlo, l’arrivo della pandemia mondiale che ci sta attanagliando ancora oggi, il Coronavirus, ha dato uno scossone a tutti noi. Sia livello umano che lavorativo. 

Le nostre vite si sono completamente stravolte e benché alcuni settori possano aver risentito meno della quarantena e dell’isolamento, a livello sentimentale e intrinseco tutto ha subito una mutazione e ha cominciato a essere considerata in maniera diversa, forse più profonda. 

Come per qualsiasi altro tipo di impiego, inevitabilmente, il mostro Covid-19 inciderà anche sull’ambito relativo al Digital Marketing. Ci sarà da preoccuparsi? Come potremmo agire e, soprattutto, cosa possiamo fare per prevenire eventuali problematiche a livello economico? 

CORONAVIRUS E LAVORO: COME SI COMPORTA LA POPOLAZIONE?

Con precisione – e neanche tanta – possiamo parlare solo della situazione a livello italiano e, come avrai visto anche tu, per quanto ci riguarda le cose non stanno andando benissimo. 

Lo stravolgimento è stato epocale a dir poco sconcertante e paragonabile a una perdita del terreno sotto i piedi, ma una notizia “confortante” , per coloro i quali è possibile ovviamente, è quella che ha spopolato sul web negli ultimi giorni: lo smart working funziona davvero e anche i rapporti collaborativi da remoto senza  pretendere che freelance, liberi professioni e via dicendo, siano domiciliati nella stessa località dell’azienda o che si presentino tutti i giorni nella sede di lavoro, sembrano essere molto produttivi. 

Vero è che siamo esseri umani e per noi, che si ammetta oppure no, il contatto umano è tutto. Fondamentale. 

Un’altra informazione che fa tirare un sospiro di sollievo, per il momento, è che il digital marketing continua a essere operativo dal punto di vista delle modalità di esecuzione dello stesso, in quanto l’isolamento forzato, con annesse restrizioni, non hanno coinvolto più di tanto gli specialisti del settore già abituati a lavorare da casa, maggior parte dei casi. 

Ciò non significa che non sia cambiato. Magari non è diminuito a livello di mole di cose da fare, ma sicuramente, dedicandosi a persone umane con attività normali e diversificate, ha dovuto adattarsi alla situazione. 

Ecco, forse sarebbe meglio affermare che il tutto dipende da dove viene utilizzata tale commercio. Ambiti che dapprima erano molto proliferi, adesso sono al ribasso totalmente, come per esempio quello che riguarda i viaggi. Non si fanno vacanze attualmente e temo che la gente avrà paura di farlo ancora per molto. 

Ovviamente, invece, chi potrà beneficiare di tutto questo sono gli ecommerce. In special modo i colossi come Ebay, Amazon, Zalando e così via. In primo piano, tutti coloro che forniscono beni di prima necessità. 

La realtà è che ciò che bisogna fare è sviluppare un grandissimo spirito di adattamento. Le regole, le modalità, i guadagni e gli investimenti sono cambiati, si sono rivoluzionati e dobbiamo cercare di stare al passo il più possibile, rinnovandoci totalmente e cercando nuovi sbocchi a cui attingere e dedicarci. Questo in ogni cosa, nel marketing online certo, ma anche nella vita di tutti i giorni. 

DIGITAL MARKETING: COSA FARE CONCRETAMENTE

Secondo alcuni il modo di lavorare muterà. Ora come ora le informazioni più appetibili sono proprio quelle relative all’epidemia che ci circonda ancora oggi, la gente è completamente concentrata su questa devastante novità e taluni, magari a motivo di una perdita di un loro caro. 

Mi rendo conto davvero di quanto possa essere difficile e la paura è diffusa in ognuno di noi indistintamente: timore di dover dare una facciata contro la realtà e gli effetti concreti e negativi che questo virus sta diffondendo. 

Non solo, agitazione a riferimento di un’economia che potrà non riprendersi, che potrà portare a dei problemi e a delle difficoltà grosse. Se ti senti così, è normale. Sono i sentimenti universali della popolazione mondiale. 

Mi sento di consigliarti, però, di non pensare troppo al futuro, ma di concentrarti su un giorno alla volta con le sue preoccupazioni e ansietà, portando con te l’ottimismo e la forza orientati a risolvere le problematiche singolarmente. Senza sovraccaricarti di pensieri negativi che potrebbero non avvenire mai. 

Come dicevo prima adattati. Sei o lavori in un’agenzia di viaggi? Dai la possibilità ai clienti di prenotare con date flessibili e con possibilità di diniego e di cancellazione senza costi aggiuntivi. Per il momento almeno. 

Crea dei video virtuali con cui coinvolgere l’utenza e in modo da farla distrarre e allontanare dalla brutta realtà che la circonda. 

Sei un ristorante? Allora prova a fare convenzioni, a venire in aiuto ai tuoi clienti e a buttarti sull’asporto

Sei uno specialista del web marketing? Allora cerca di essere clemente e comprensivo. Fai pacchetti convenienti se il tuo cliente sta avendo difficoltà economiche, valuta una strategia che possa aiutarlo a riprendersi.

Dobbiamo mettere tutti la nostra parte.

Tu cosa ne pensi, come lo vedi il futuro lavorativo e il mondo digitale?

SARA IANNONE

DIGITAL MARKETING: ASPETTATIVE E REALTÀ

Il Digital Marketing rappresenta ormai una parte fondamentale della nostra vita, ormai è un dato di fatto. Molti però ancora non hanno ben chiaro di cosa si tratti nello specifico ed è per questo che ho voluto fare tale articolo dal titolo: digital marketing: aspettative vs. realtà

Si, perché tante volte ho sentito delle definizioni, dettate dalla personale esperienza di alcuni, che mi hanno fatto comprendere come siano davvero tante e differenti le varie idee in merito al mondo virtuale che sta invadendo la nostra quotidianità su più fronti.

Web, digital, social… la parte iniziale cambia, ma la parolina finale è sempre la stessa: marketing

Ma quali sono le aspettative dei clienti o potenziali in merito alle attività in questione? Vediamolo insieme. 

LE ASPETTATIVE DEI NOSTRI CLIENTI

Un numero considerevole di coloro che decidono di affidarsi a strategie digitali, possiedono un’idea un po’ bislacca nella loro mente ,ovvero che chi svolge mansioni di questa portata sia una sorta di hacker informatico, un mostro che, grazie a particolari poteri magici può essere capace di risolvere qualsiasi tipo di problema e raggiungere ogni risultato sperato con uno schiocco di dita. Ahimè, questa si tratta di una vera e propria aspettativa, molto differente dalla realtà. 

Gli impieghi che orbitano attorno al digital marketing sono molteplici e collaborano tutti per cercare di ottenere il massimo dall’universo affascinante, chiamato web. 

Da tenere sempre bene a mente, però, è una questione di grande rilievo: il famoso www, a dire il vero, benché virtuale, è rappresentato da persone. Creato da esse e per esse.

E la mentalità, la capacità di scegliere e di agire della gente, però, non può essere definita come una scienza esatta. Di conseguenza le previsioni definite “assolutamente certe” sono pressoché utopiche. 

Esiste un “ma” in tutto ciò che tiene in considerazione le capacità e la professionalità di chi sa fare il proprio lavoro e contribuisce a raggiungere risultati positivi, interessanti e, soprattutto, proficui. 

Ma cosa significa Digital Marketing davvero? Se ci si pensa bene risulta molto complicato attribuirne un significato ben preciso, soprattutto se non si fa parte della cerchia degli addetti ai lavori.

In questo articolo avevo spiegato la distinzione tra l’argomento in questione e il web marketing. Nel secondo caso ci si riferisce a una parte, un insieme, appartenente al primo, ma sovente capita di confonderli e considerarli come sinonimi.

“È tutto inutile, non serve a niente”

Un altra corrente di pensiero di tutti quelli che si creano un certo tipo di aspettativa, ci sono loro: quelli che pensano che sia tutto inutile. Questa cerchia di individui è convinta del fatto che, tutti quelli che decidono di dedicare la loro vita lavorativa alle mansioni di tipo digitale, passino la propria intera esistenza a guardare Facebook e a condividere qualche post divertente.

Così fino ad arrivare poi all’estremo delle forze, al punto di concepire di non poter fare altro che rassegnarsi e cedere alla tentazione di provare. I classici tradizionalisti in sostanza – che da una parte comprendo e stimo moltissimo, in quanto, ogni tanto, un po’ di ritorno alle origini non ci farebbe poi così male. 

Le aspettative in questo caso sono molto basse e sta a noi professionisti del settore sorprenderli con le nostre capacità, facendoli ricredere e rendendoli soddisfatti dell’operato. 

ASPETTATIVE E REALTÀ: COME USCIRNE VINCENTI

Ciò che le persone si aspettano, di solito, dipende moltissimo dalla conoscenza che essi hanno dell’argomento o dal soggetto in questione. 

Quando intraprendi una strategia digital per favorire la pubblicizzazione e, di conseguenza, la vendita dei servizi o prodotti di un determinato brand, la paura più grande è proprio quella di non deludere le aspettative che il cliente possiede, non è così? Ma, ragioniamo, tali idee radicate in loro da dove sono nate? Proprio da te. 

Come ti poni è la chiave per far rendere concreta una sensazione e una volontà di riuscita. Ovvio, devi essere positivo e credere in ciò che sei in grado di fare, ma ricorda di non promettere mai troppo e di rimanere sempre con i piedi per terra. Per quanto si possa credere nel progetto. Perché non tutto dipende da te, bensì dalla facoltà di decidere degli utenti, come accennato all’inizio. 

Anche nella ricerca di nuove sfide e progetti, sei tu a dover generare la giusta aspettativa. Il primo passo per fare questo è quello di informarti e conoscere bene il comportamento del tuo target. Solo così potrai colpire una delle chiavi fondamentali per fare in modo che, chi ti cerca, sia spinto a scegliere i tuoi servizi piuttosto che quelli di un altro. Devi creare un’aspettativa migliore, ma attenzione, non imbrogliando o mentendo. Ma essendo te stesso ed esaltando la tua esperienza. 

Conoscere le varie esigenze dei possibili stakeholder significa anche avere chiari in mente i punti deboli e, quindi, agire per colmare tali vuoti. 

È necessario, inoltre, tenere presente che le aspettative degli utenti devono anche essere gestite lentamente, fornendo risposte alle domande e messaggi elaborati sulla base della precedente ricerca di mercato fatta per attuare una corretta e concreta soddisfazione. Più gli utenti trovano ciò che cercano, in maniera graduale e apparentemente disinteressata da parte tua, più incrementato la suspense e il desiderio di sapere. 

Quindi evita di esprimere tutto te stesso subito, lascia un alone di mistero fornendo la possibilità a chi ti legge di ricreare nella loro mente, un ideale. 

Ovviamente, senza sfociare nell’esagerazione, non vogliamo perdere possibilità di conversione. 

Bene, abbiamo compiuto un ragionamento basato su quanto sia importante pensare sempre ai possibili clienti prima di qualsiasi altra cosa.

L’empatia premia e la conoscenza di quello che il pubblico potrebbe pensare o aspettarsi dalle attività digitali, ci può permettere di migliorare e giocare sulle mancanze, esaltando i punti di forza. 

Cosa ne pensi? Scrivimi pure nei commenti le tue idee! 

SARA IANNONE

 

WEB MARKETING E DIGITAL MARKETING: QUAL È LA DIFFERENZA?

Lo sapevi che esiste una differenza sostanziale tra web marketing e digital marketing? Si, lo so, spesso vengono utilizzati come sinonimi, soprattutto da chi scrive per non riportare ripetutamente le stesse parole nel giro di poche righe. Ma la verità è che si tratta di un errore. 

Non madornale, sia chiaro. La maggior parte delle volte, in base, al contesto si comprende lo stesso di cosa si sta parlando, ma letteralmente e concepibilmente è errato adoperare lo stesso vocabolo per entrambi i significati. 

Ma allora, a cosa rimandano sia uno che l’altro? Ora te lo spiegherò, anche se voglio che sia tu sappia che, in realtà, si tratta di una differenza proprio minima e neanche di immediata comprensione.

DIGITAL MARKETING: SIGNIFICATO

Partiamo da quello che, a dirla tutta, viene utilizzato più spesso, nel bene e nel male. Intanto bisogna dire che si parla di digital marketing quando ci si riferisce a una serie di dinamiche e strumenti che consentono ai lavoratori (aziende, freelance, compagnie e così via) di effettuare pubblicità online

Mi riferisco a tutti i canali – o dispositivi – digitali che consentono di elaborare strategie atte a raggiungere gli obiettivi specifici e prefissati di una determinata attività. Insomma, tutto ciò che è digitale, tecnologico e non tradizionale. Attenzione, questo non significa necessariamente, però, che sia sul web. Esistono alcuni mezzi di diffusione e pubblicizzazione che non vengono attuati mediante l’uso di internet. Ad esempio una campagna mobile che vede l’invio periodico di sms ai clienti per la loro fidelizzazione, rientra nella categoria in questione. 

Tutto quello che ha una dimensione digitale, fa parte di questo grande insieme, quindi sono inclusi: 

– PC

– tablet

– smartphone

– TV 

Non necessariamente devono essere collegati alla rete, ma sono comunque canali utilizzati per la diffusione di svariati tipi di comunicazione o annunci. Avendo definito i mezzi possiamo anche elencare le diverse azioni riguardanti il marketing digitale

– campagne di sms sopra citati

– annunci alla TV

– cartelloni digitali

– video

WEB MARKETING: A COSA SI RIFERISCE?

Il web marketing è una branca del digital marketing. È un sottoinsieme che racchiude un significato più specifico. Include strategie e strumenti che sfruttano i canali web

In questo caso è necessaria una connessione per funzionare e avere successo. 

Non solo, insieme ai mezzi utilizzati vengono inseriti all’interno del sottoinsieme anche le professioni che hanno come obiettivo quello di creare inserzioni e pubblicizzare attività, grazie al web. Quindi, online. 

Entriamo un po’ più nel particolare, cosa include il web marketing in definitiva? 

Si può affermare che all’interno di questo mega gruppo siano coinvolte: 

– le pagine web del proprio sito aziendale con la conseguente ottimizzazione in chiave SEO;

– campagne Pay per Click sui motori di ricerca;

– attività mediante Google AdWords: pubblicità display, immagini, video e shopping;

social Media Marketing: inserzioni a pagamento attraverso tutti i canali Social conosciuti;

content marketing: creazione di contenuti ad hoc finalizzati all’aggiornamento delle pagine web;

email marketing: diffusione, tramite posta elettronica, di comunicazioni e messaggi volte al raggiungimento dei clienti finali. 

Fare web marketing significa, in definitiva, orientare le proprie energie sulla promozione attraverso la rete, adoperando sapientemente le vie che questo vasto e incredibile mondo mette a disposizione, con lo scopo di far crescere il business. 

Gli obiettivi quali sono? In realtà possono essere tanti e diversificati perché non riguardano soltanto le campagne pubblicitarie e di sponsorizzazione, ma possiamo riferirsi anche a un lavoro sulla brand awareness, fidelizzazione di clienti già esistenti e aggiornamenti continui per consentire di ottenere buoni risultati sui motori di ricerca. 

CONCLUDENDO 

Il Digital Marketing comprende il Web marketing, ma non è solo quello. Riguarda anche tutte le attività offline che presuppongono, però, di strumenti digitali

Ciò che è definito con il sostantivo “web”, invece, coinvolge tutti i mezzi basati sulla rete che sono manovrati attraverso una strategia definita a priori e che comporta il corretto e migliore funzionamento. 

IL MARKETING TRADIZIONALE  È OBSOLETO?

Molti si chiedono se il digital marketing, avendo anche visto che si tratta di tutte le modalità che includono tecnologie non necessariamente collegare a internet, può essere definito come marketing tradizionale

La risposta è no, perché il marketing tradizionale coinvolge tutte le attività svolte senza ausili digitali, ma è visto come modalità “vecchio stile”, anche se in termini di efficienza. 

Anzi, ormai la tecnologia è diventata talmente importante e in primo piano da aver sovrapposto i due concetti di web marketing e marketing tradizionale, l’unica differenza? L’uso della rete come principale canale. 

Spero di essere riuscita a chiarire un concetto, tutt’altro che semplice, ma che crea sempre grande confusione. In caso di dubbi o chiarimenti, lascia un commento qui sotto.

SARA IANNONE

DIGITAL MARKETING 2020: COSA CAMBIA?

Da qualche mese ormai è arrivato il 2020. E con esso anche il Digital Marketing ha subito qualche modifica o trend. 

Ogni volta, con l’inizio di un nuovo anno ci poniamo obiettivi da raggiungere, abitudini da abbandonare e altre, invece, da imprimere nel nostro modo di essere e nella quotidianità. Sembra sempre di ripartire, di ottenere un nuovo start, una nuova vita e tendenze innovative. Tra i buoni propositi tipicamente sussistono quelli relativi al lavoro, alla pianificazione dell’intero anno per aziende, clienti e per noi stessi e c’è un fremito di emozione mista a un po’ di ansia. 

Nell’ambito del marketing online, cosa è cambiato, cosa subentrerà e quali sono i trend del 2020 che potrebbero venirci utili? Vediamo insieme quali sono le tattiche che sarebbe bene abbandonare e quelle, invece, che rappresentano un must have per ogni professionista di questo settore. 

DIGITAL MARKETING NEL 2020? ECCO LE ANTICIPAZIONI 

Content, content e sempre content 

Ottime notizie, lui ci sarà sempre e niente e nessuno è mai stato capace di abbatterlo sostituendolo con altro: il contenuto regna sovrano anche quest’anno. 

Anzi, ti dirò di più, è stato provato che sempre più aziende investono in questa strategia, sia essa presente su blog, social, newsletter o podcast; possiamo dunque dire che il nostro bel piano editoriale ci accompagnerà anche in questo 2020! 

Si parla quindi di content experience, perché avviene attuando un vero e proprio lavoro di squadra, tra più piattaforme, aventi tutte lo scopo comune di ottenere valore, audience e business. Tutti i canali devono essere collegati tra loro con la stessa tematica e capaci di supportarsi a vicenda per garantire la condivisione a un bacino di utenza ampio. 

Quali sono le caratteristiche degne di un buon piano di azione? Rilevanza, tempestività, autorevolezza, utilità e, soprattutto, unicità

In definitiva, lo scopo deve essere quello di attrarre, certo, fare in modo di essere considerati, visti e riconosciuti magari. Ma non solo, bisogna fare un passetto in più: attuare un’opera di convincimento tale da portare il visitatore a procedere con un’azione concreta.

OMNICHANNEL

L’ho accennato nel paragrafo precedente, ma è degno di essere sottolineato. Se pensi di ottenere i risultati sperati utilizzando soltanto un mezzo di comunicazione o un solo canale online o offline che sia, stai sbagliando. Potrebbe sembrare di avere le medesime riuscite a minor costo, ma nel lungo termine ti accorgerai che non è così. Bensì, è bene che qualche soldino venga investito per avere una resa migliore, ma soprattutto, un business volto a generare numerosi frutti

La tua azienda deve sempre generare comunicazioni, messaggi e raccogliere risultati provenienti da ogni parte possibile. Ovviamente non devi pensare di dirigere le tue piattaforma in maniera indipendente e solitaria, si intende. Modificando il tono di voce e la modalità, l’informazione deve essere la stessa ovunque e lo scopo, pure.

VIDEO E DIRETTE

Come trattato in questo mio precedente articolo, nel digital marketing l’advertising è continuo e procede senza sosta verso la pubblicazione e creazione di video. Secondo alcune ricerche viene utilizzato un elevato budget all’anno per la produzione di tale mezzo di comunicazione, tanto che lo scorso 2019 è cresciuto del 25-30% in più rispetto al 2018. 

Esistono settori e settori, immagino che tu lo stia pensando e sono d’accordo con te. Infatti tipicamente l’utilizzo dei video viene sfruttato maggiormente da coloro che si occupano di intrattenimento, moda e turismo

Le dirette i IGTV, invece, non sono dedicate solo a coloro che fanno parte degli insiemi appena citati, ma per tutti quelli che hanno qualcosa da dire. Tali strategie sono volte verso la fidelizzazione il cliente, diventando veri e propri amici, mettendosi a nudo senza segreti. Infatti l’IGTV continua a crescere nel 2020 come trend e sono sicura che, prima o poi, diventerà una delle pietre miliari delle imprese presenti online.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: SEMPRE EVIDENTE!

Nel passato la classica IA creava qualche perplessità. Forse a seguito di numerosi film che hanno fatto intendere che saremmo stati invasi dalle macchine più intelligenti di noi e che ci avrebbero dominato, mediante una dittatura tirannica o, forse, semplicemente perché si tratta di innovazioni molto sofisticate e complesse (forse questa è l’ipotesi più azzeccata). Il dato di fatto è che, però, siamo giunti solo ora ad avere a che fare realmente con l’intelligenza artificiale. E non solo, sta prendendo sempre più campo. 

Per IA non si intende il robottino generato da esseri umani che si scopre capace di provare sentimenti emozioni, ma chatbot, programmazioni affinate, la classica siri, il comando “ok Google” o Alexa. Capaci, in definitiva, di essere di grandissimo aiuto per privati e aziende di una certa rilevanza. 

A tal proposito mi sento di dire che l’intelligenza artificiale è atta a sostenere completamente un’attività nella rilevazione automatica dei comportamenti dei potenziali clienti, nella programmazione delle risposte dell’help desk, dei classici assistenti virtuali capaci di risolvere problematiche senza aver bisogno del contatto umano. 

Altri business sviluppano strumenti volti all’analisi e alle statistiche evolute garantendo maggiore precisione. Insomma, anche per coloro che credono nel valore della presenza umana e dell’empatia, trovano qualche tassello da dover incrementare e migliorare mediante l’IA. 

Molte statistiche, infatti, affermano che come trend 2020 per il digital marketing, ci sia proprio un incremento di questa tecnologia. 

GEOREFERENZIAZIONE: COSA SIGNIFICA E A CHI SERVE? 

Per coloro aventi attività localizzate e presenti in un preciso territorio, non eviteranno più di essere a sostegno di strategie che integrano la georeferenziazione

Non potranno più scappare. Il classico negoziante che non vuole avere nulla a che fare con il mondo del web, non potrà più astenersi dall’attuare un’integrazione di un business plan che sia anche introdotto sui motori di ricerca. Questo perché sarebbe controproducente. Correlare il contenuto che appare nelle varie ricerche effettuate su Google al luogo in cui si trova l’utente potrebbe portare a grandi profitti

I negozianti presenti in una precisa area delimitata, saranno invitati a effettuare campagne di advertising che possano coinvolgere potenziali acquirenti invogliando ad andare a visitarli. 

Una fonte affermava: I marketer di un centro commerciale potranno individuare tutti i visitatori a partire dalla georeferenziazione e inviare delle campagne di advertising mirate o dei messaggi diretti in chat”. 

COMMUNITY, IL FUTURO DEI RAPPORTI! 

Laddove prima era possibile comunicare con le persone e gli utenti in maniera aperta e pubblica, attraverso i diversi feed, adesso è sempre più in voga la voglia di creare delle community e dei gruppi appositi orientati alla segretezza e alla riservatezza. 

I gruppi social, dunque, siano essi stessi su Facebook o in qualsiasi altro canale, stanno scalpitando e crescendo sempre di più. 

Detto ciò, le aziende devono assolutamente adottare una strategia che possa coinvolgere la gestione di tali community, comprendere le necessità i bisogni e le esigenze dei partecipanti effettuando prestazioni capaci di proporre una soluzione che venga in loro aiuto. Tale aiuto può semplicemente comportare l’inserimento di contenuti di qualità per mantenere vivo l’interesse, o opinioni costruttive, aiuti e consigli relativi a determinati prodotti o servizi. 

Insomma, moltissime novità stanno attanagliando già questo 2020 e la cosa fondamentale è rimanere al passo adottando tecniche innovative capaci di farci ottenere i risultati sperati. 

Scrivi nei commenti le tue idee, opinioni e dubbi e sarò felice di aiutarti!

SARA IANNONE

COSA SI NASCONDE DIETRO L’ARTE DEL NAMING

Il processo che porta alla scelta del nome di un marchio è una delle fasi più critiche di una strategia aziendale. Senza un nome che sia memorabile (facilmente ricordabile), come può la tua azienda attirare l’attenzione e l’adorazione del tuo pubblico di riferimento?

Il nome giusto può sicuramente aumentare le tue possibilità di acquisire nuovi clienti, mostrando alle persone i valori fondamentali che rappresenti. Nomi efficaci portano anche alla fidelizzazione dei clienti e semplificano il processo del passaparola.

Anche se non c’è dubbio che la scelta di un grande nome sia una parte cruciale per una start-up, è anche una delle sfide più difficili che un imprenditore si trova ad affrontare. 

Ma come scegliere il nome più giusto per la tua attività o per un tuo prodotto?

Inizialmente, denominare un marchio sembra abbastanza semplice. Tuttavia, quando ci si siede per trovare il nome definitivo, ci si rende conto di quanto sia complicato. 

Ci sono molti strumenti online che possono aiutarti a trovare il nome giusto; uno è il generatore di nomi aziendali di Shopify, ma la vera creatività non può essere creata automaticamente, ecco perché è necessario seguire semplici passi per arrivare a un nome che colpisca davvero nel segno.

1. Stabilisci i tuoi obiettivi

Prima di iniziare a dare sfogo alla tua creatività, devi sviluppare un brief che delinei gli obiettivi che vuoi raggiungere con il nome e l’identità che stai cercando di creare per il tuo marchio. Parla con i tuoi collaboratori e fatti questa domanda: cosa voglio trasmettere con un nome? 

2. Definisci la tua identità

Cerca di capire cosa rappresenta la tua azienda e cosa stai cercando di ottenere. Il miglior processo di denominazione del marchio ti porterà a evidenziare i valori del tuo marchio nel nome, in modo che i tuoi clienti possano riconoscere la tua identità prima ancora di interagire con la tua azienda. Un’identità è composta da tanti fattori: qual è la missione del tuo marchio e quali sono i suoi valori? 

3. Pensa ai tuoi clienti

Alcune aziende commettono l’errore di iniziare il processo di denominazione del marchio prima di aver conosciuto a fondo i loro clienti. Tuttavia, è importante ricordare che il nome che sceglierai deve sì definire il tuo marchio, ma deve anche parlare del tuo pubblico di destinazione. Se non sai per chi stai creando un’identità, avrai difficoltà a trovare un nome convincente. 

4. La fase di scoperta

In questa fase metterai tutte le carte in tavola per valutare i dati raccolti finora. Chiedi a tutti i tuoi collaboratori di annotare gli aggettivi che descrivono il tuo marchio, i tuoi prodotti o servizi, e di descrivere ciò che vuoi che i tuoi consumatori percepiscano quando pensano alla tua azienda. Chiedi infine alle persone di condividere le parole che hanno associato alla tua attività. Questa è la fase in cui raccoglierai tutte le idee ispirate dai tuoi obiettivi aziendali.

5. Perfeziona

È il momento di utilizzare una serie di strumenti per determinare, tra tutte le proposte, quali sono quelle che possono essere ulteriormente scartate. Per farlo, possiamo valutare:

I grafici di posizionamento, analizzando i marchi e le identità dei tuoi concorrenti. Che nomi usano per definirsi? Da qui, decidi se allinearti a una formula collaudata o se intendi invece distinguerti.

I grafici di valutazione, assegnando un punteggio a ciascun nome proposto, tenendo in considerazione come il nome appare graficamente (logo), quanto si distingue dalla concorrenza, che significato ha e se possiede una sorta di risonanza emotiva.

6. Fai un test

In questa fase puoi verificare quanto i nomi risultanti dalla tua ricerca siano commerciabili, e appetibili se combinate con strategie di SEO e content marketing (inclusa la verifica di disponibilità di domini internet).

Il tuo nome deve essere memorabile, quindi breve e semplice da pronunciare. Inoltre, controlla che le principali traduzioni siano valide ed efficaci, evitando future gaffe se la tua azienda dovesse valicare i confini nazionali.

In sostanza, sii creativo, assicurati che il tuo nome abbia una importanza anche visiva (pensa a come potresti rappresentarlo graficamente) e cerca di associare il nome che hai scelto a un significato. 

Infine, è essenziale scegliere un nome che racconti la storia del tuo marchio. Dopotutto, ai clienti piace spesso identificarsi con le aziende da cui acquistano.

Un grande marchio non è solo qualcosa che fa bella figura stampato su un biglietto da visita o suona bene quando si pronuncia ad alta voce, ma può assicurarti di riuscire a trasmettere qualcosa di importante per i tuoi clienti.

Un buon nome ti consente di fare un “effetto risonanza” con il tuo pubblico ancora prima che questo abbia avuto la possibilità di conoscere i tuoi prodotti o la tua azienda. Con un nome fantastico, catturerai immediatamente l’attenzione delle persone giuste e aumenterai le possibilità che potenziali clienti si ricordino di te.

Il nome giusto, in sostanza, può essere una delle risorse più preziose del tuo marchio, favorendo la differenziazione e aumentando il riconoscimento nel corso degli anni.

Fammi sapere cosa ne pensi, se vuoi, lasciando un commento qui sotto.

SARA IANNONE

COME CREARE UNA GUIDA ALL’ACQUISTO PER I TUOI CLIENTI

Per capire perché può essere utile realizzare una guida d’acquisto per i tuoi clienti, prova a metterti un attimo nei loro panni: acquisteresti mai qualcosa online di cui non hai mai sentito parlare, in un sito nel quale non hai mai comprato nulla, che magari non ti trasmette fiducia perché non se ne parla da nessuna parte? Io non credo.

Una guida all’acquisto per i tuoi clienti è una sorta di curriculum della tua attività, perché può fornirti di un’ottima reputazione agli occhi dei tuoi potenziali clienti. È infatti una presentazione altamente professionale di ciò che fai, indipendentemente dal fatto che tu sia un freelancer, un’azienda o una multinazionale.

Oltretutto, ti renderà facilmente riconoscibile e, se condivisa nel modo giusto sul web, potrebbe scatenare un buon passaparola e una reazione a catena, utilissimi per allacciare nuovi rapporti professionali.

A chi è utile una guida all’acquisto?

Non c’è una categoria più adatta di un’altra; anzi, probabilmente una guida all’acquisto è utile a tutti quelli che vogliono presentarsi in modo professionale e che aspirano a crearsi una buona reputazione (online ma non solo).

Sicuramente, alcuni settori si prestano molto bene a questa tipologia di marketing. Tra questi, non possono essere esclusi scrittori self-publisher, webwriters e bloggers, e in generale a tutti quelli che scrivono per testate giornalistiche.

Anche per fotografi, grafici e illustratori può essere utile realizzare una guida: potranno presentare i propri lavori in un portfolio e indicare in quali situazioni potrebbero essere utili i loro servizi.

Come deve essere una guida all’acquisto considerata di valore?

Principalmente, la guida deve aiutare le persone a risolvere un problema e a soddisfare un’esigenza. Se hanno bisogno di un servizio, potranno prenderti come punto di riferimento. 

Se pensi che la tua guida debba essere aggiornata di frequente, sarebbe preferibile realizzarla in digitale, così da poter essere modificata facilmente e senza grosse spese. Non dimentichiamoci, inoltre, che una guida digitale può essere facilmente condivisibile, inviandola via email o pubblicandola sui social media.

Una guida non solo per vendere

In generale, comunque, una guida può essere utile non solo nell’immediato, ma anche a lungo termine, per esempio fidelizzando i propri clienti e fare in modo che si ricordino di te in futuro.

Per questo, alcune guide (le famose “How to”) possono fare in modo di legare a te le persone per far sì che penseranno a te al momento dell’acquisto.

Una buona guida deve contenere quindi elementi essenziali perché abbia buona efficacia. 

Innanzitutto, è fondamentale parlare di un buon argomento. Cosa può interessare ai tuoi clienti? Cerca di capire cosa vorrebbero sapere e crea delle istruzioni per realizzarlo.

È importante stilare delle istruzioni chiare in punti, che dovrai successivamente elaborare. Non è importante in questa fase la forma, ma cerca di avere ben chiari prima di tutto i contenuti, senza tralasciare alcun passaggio, che potrai rivedere ed espandere in un secondo momento. 

Cerca poi di introdurre la guida in modo diretto: qual è l’argomento trattato? Quale sarà il risultato, una volta seguita la tua guida? 

Chi ti legge deve avere subito bene in mente cosa otterrà alla fine della lettura. Non dimenticarti di precisare se servono precisi requisiti (materiale, software, competenze).

Utilizza le immagini, se pensi che possano servire, oppure (ancora meglio) realizza un video da caricare su YouTube o su un’altra piattaforma, che potrebbe tra l’altro farti conoscere a molti altri utenti.

Ricordati anche di mostrare il risultato finale (per esempio, per un lavoro di grafica fai vedere cosa hai ottenuto) e proponi metodi alternativi, se ce ne sono, per raggiungere lo stesso obiettivo.

Infine, non dimenticarti di inserire un invito all’azione. Chiedi di scriverti, di visitare il tuo blog o di condividere la tua guida sui social, lasciando un commento su quello che i tuoi utenti hanno appena visto. Fai in modo, quindi, che chi ti ha seguito per questo contributo continui a farlo anche in futuro.

Piccoli trucchi

Se vuoi che la tua guida sia letta (o vista) dal maggior numero di persone possibili, ottimizza il titolo e crea sottotitoli efficaci. Il titolo della tua guida sarà l’elemento più importante. Un titolo efficace influisce infatti su un maggiore o minore traffico: non a caso, i motori di ricerca sfruttano i titoli dei post come punto chiave per creare un’indicizzazione sull’argomento.

Nel titolo quindi va inserita una parola chiave che identifichi e riassuma il contenuto della tua guida. Se vuoi strafare, indica di quanti punti chiave si compone la tua guida (es. “Come realizzare un fotomontaggio in 5 semplici passi”). 

Lascia sempre in bella vista e di facile accesso i tuoi contatti, che potranno essere utilizzati dai tuoi utenti per chiederti informazioni aggiuntive, spiegazioni su passaggi eventualmente poco chiari o farti i complimenti per la bellissima guida che hai appena realizzato!

SARA IANNONE

VIDEO MARKETING: USARE I VIDEO PER ATTIRARE POTENZIALI CLIENTI

Inutile dirlo: il fenomeno dei video sta ormai spopolando. Basta pensare che, entro il prossimo anno, il 90% del traffico su Internet si dice che sarà occupato da video per capire quanto questo strumento multimediale potrà essere utilizzato. Sì, perché la gente è stanca dell’immobilità delle foto, e i video sono sicuramente a oggi gli elementi che maggiormente attirano la nostra attenzione quando navighiamo in rete. Secondo uno studio del gruppo Aberdeen, con un video la notorietà di un marchio o di un prodotto aumenta – rispetto al’’utilizzo di una foto – del 54%. Niente male, non credi?

I video, infatti, sono gli elementi che più di tutti gli altri generano conversioni. IN sostanza, se inserirai un video all’interno di una campagna di marketing,
probabilmente avrai maggior ritorno per quanto riguarda vendite e notorietà. Perché?

Principalmente perché, con l’avvento di tablet e smartphone, tutti abbiamo a portata di mano un device abbastanza discreto e con una buona risoluzione da permetterci di guardare un video ovunque ci si trovi. Anche fuori casa. La ormai facile fruibilità dei video ci permette di ampliare il nostro pubblico e il raggio d’azione, pertanto anche le possibilità di trovare nuovi potenziali acquirenti. Il 90% delle persone, infatti, guarda video attraverso il proprio dispositivo mobile, e non dal proprio pc di casa.

Inoltre, dobbiamo prendere coscienza del fatto che Google adora i video. E se li adora Google, anche i tuoi visitatori li adoreranno. Aggiungendo un video a una
pagina del tuo sito web, per esempio, hai il 53% di probabilità in più infatti di apparire nelle prime posizioni dei risultati sui motori di ricerca.

I tuoi video possono comprendere qualsiasi contenuto: dalle video interviste alle presentazioni aziendali ai tutorial, utili nel caso tu voglia lanciare un nuovo prodotto sul mercato e realizzando quindi un video su come si usa quel determinato prodotto e quali funzionalità si possono sfruttare.

Ci sono poi moltissime piattaforme che possiamo utilizzare per diffondere i nostri video: dal classico e conosciuto YouTube a Facebook o Instagram (se pensiamo alle “stories”), per arrivare anche a inserire video nelle proprie campagne email o nel proprio sito web. Possiamo quindi fare promozione attraverso i social network, con messaggi che possono durare fino a 3 minuti (a differenza degli spot, per esempio, in tv che non durano mai più di qualche secondo).

Su Facebook per esempio ormai sono molto in voga le campagne nelle quali è presente almeno un video. Il movimento genera attenzione e interesse, e se inserirai il tuo video in inserzioni sponsorizzate il successo sarà assicurato. Facebook negl iultimi periodi ha anche messo a disposizione uno strumento online gratuito presente su Business Manager che può permetterti di realizzare dei filmati, con layout e modelli preimpostati, partendo da una o più immagini.

A differenza di Facebook, che non dà limitazioni sulla durata dei filmati (anche se non sono mai consigliati video più lunghi di 2-3 minuti), su Instagram i video non possono durare più di 60 secondi. Viceversa, il filmato in automatico verrà tagliato, perdendo così parti importanti della tua storia. Se proprio hai qualcosa di molto più lungo da mostrare, puoi aprire un canale su Instagram TV, anche se la sua diffusione soprattutto in Italia non è ancora così ampia.

Ancora più brevi sono le “stories”, che vengono suddivise da Instagram in video da 15 secondi e non possono durare più di qualche minuto e questo implica creare un piccolo capolavoro in davvero poco, poco spazio. Ricorda: le storie di Instagram dovrebbero rispettare le proporzioni di 9:16, cioè lo schermo del classico telefonino, messo in verticale.

Questo perché le “storie” altro non sono che brevi spezzoni della tua vita: riprenditi durante la tua giornata usando il cellulare, poi sistema il video tagliando ciò che non ti interessa e infine pubblicalo sul tuo canale Instagram. Se vuoi organizzarti al meglio, puoi utilizzare anche software che ti permettono di programmare le pubblicazioni: carica tutti i tuoi video e poi organizza con cadenza regolare le pubblicazioni.

Ma come realizzare i filmati che poi andrai a divulgare?

1. Innanzitutto devi capire qual è il tuo obiettivo e, di conseguenza, il messaggio che intendi trasmettere. Che cosa deve pensare lo spettatore del tuo video mentre guarda il filmato che hai realizzato?

2. Scegli le piattaforme più giuste per quello che intendi fare. Seleziona il tuo target e cerca di capire quali social utilizza: è importante andare a prendere il pubblico che ti interessa, se vuoi vedere dei risultati.

3. Non dimenticare di considerare che ci saranno dei costi di produzione da sostenere, come quelli dedicati alla realizzazione del video, che può essere fatta da
te (se ne sei all’altezza) noleggiando le attrezzature necessarie, oppure da un videomaker che fa questo di professione. In realtà, a meno che tu non abbia già
conoscenze nel campo, consiglio sempre di affidarsi a un professionista: il risultato deve essere buono, altrimenti rischierai di avere l’effetto contrario. Non credo tu vorresti che la tua azienda fosse ritenuta poco professionale.

I video possono avere molto successo e far fare alla tua attività quel salto di qualità che ti permetterà di emergere e distinguerti dalla massa. Considera però sempre che è il contenuto ciò che conta: offri video emozionanti, che suscitino interesse e coinvolgano il pubblico. Scegli una musica di accompagnamento che sia emotivamente trascinante: nessuno si dimenticherà più di te.

SARA IANNONE

VENDITA DIRETTA: SI O NO?

L’argomento di oggi è: “vendere direttamente attraverso i social o utilizzare un’opportuna e più complessa strategia per raggiungere il proprio pubblico”?

Questa è una delle domande che ci viene posta con maggiore frequenza. Perché? Perché le persone non sanno se vendere un prodotto direttamente o mediante una strategia ben definita per arrivare al proprio pubblico.

Qui sotto puoi trovare il video oppure continuare la lettura subito dopo.