INFOGRAFICA: IL BLOG IN UNA STRATEGIA DI MARKETING

In questa infografica, oggi, voglio mostrare dei dati importanti per quanto riguarda il blog in una strategia di marketing.

Sono dati raccolti da diverse fonti come Hubspot o Quora e che mostrano quanto il blog sia uno dei mezzi più efficaci per creare un brand forte, in grado di lasciare un segno.

Per chi ha poco tempo, ho preparato anche la versione audio, creando una puntata del mio podcast su questo argomento e che è disponibile di seguito facendo click sul pulsantone giallo accanto al titolo della puntata.

Se hai dubbi o domande, lascia un commento, sarò felice di aiutarti.

SARA IANNONE

COME SCRIVERE IL POST MIGLIORE PER IL TUO BLOG

Tutti – o quasi – almeno una volta nella vita hanno anche solo lontanamente pensato di aprire un blog. Solitamente, chi decide di farlo ha alla base due motivazioni:

  1. Il blog è strettamente aziendale e i post del tuo blog hanno l’unico scopo di attirare lettori, potenziali clienti che potrebbero trasformarsi in clienti fedeli e duraturi nel tempo;
  2. Il blog è strettamente personale e i post parlano di te, senza uno scopo specifico; il piacere di questo tipo di blog sta nel raccontare ciò che ti piace e nel condividerlo con gli altri.  

In entrambi i casi, che tu debba vendere qualcosa o che tu voglia parlare della tua passione in cucina, il blog non deve essere considerato uno sfogo personale alla stregua di uno psicoterapeuta, ma qualcosa che gli altri possano trovare utile e interessante. Il blog in fin dei conti è considerato uno spazio libero e personale, ma questo non vuol dire che a tutti interessa sapere cosa hai fatto ieri pomeriggio, se nell’articolo non si trovano spunti che possano interessare anche il mondo esterno (per esempio, un suggerimento su un nuovo locale o su un nuovo cocktail). Se i tuoi post fossero semplicemente degli sfoghi personali, non avrebbe senso aprire un blog e condividerlo con il mondo intero.

Ecco quindi che si arriva al secondo punto: come renderlo utile?

Innanzitutto, è bene inserire il proprio blog in una categoria. Credo infatti che sia sempre meglio creare un blog di nicchia, specifico per un certo settore e con notizie e informazioni utili in riferimento all’argomento che si è scelto, piuttosto che parlare in modo superficiale di un po’ di tutto.

Una volta stabilito un filone, io consiglio sempre di creare un piano editoriale. In cosa consiste? Principalmente, è una lista dei post che dovranno essere pubblicati in un determinato periodo, che può essere trimestrale – se siete lungimiranti e se avete molti contenuti – ma anche solo mensile se pensate di pubblicare pochi post a settimana. Realizzare un piano editoriale vi permetterà di:

  • Avere sempre ben chiari gli argomenti da trattare e le notizie da cercare e verificare;
  • Essere sicuri di non pubblicare più volte nell’arco dello stesso mese lo stesso articolo o articoli troppo simili riferiti allo stesso argomento;
  • Avere il tempo di cercare informazioni e immagini per preparare qualche articolo in anticipo.

Ma vediamo nello specifico come si presenta un post che probabilmente ti porterà successo.

  1. Un buon titolo. Non deve mai mancare, perché è il biglietto da visita del tuo post. Se scegli un titolo accattivante, avrai già compiuto metà del lavoro. La gente non ha tempo di capire se quello è il post che fa per lui, ma se colpirai la sua attenzione con un titolo davvero interessante stai pur certo che si fermerà a leggere almeno in arte il tuo articolo;
  2. Un po’ come per il titolo, devi fare in modo che il tuo lettore non si annoi. Cerca di scrivere un’introduzione che sia d’effetto e che in poche righe racconti con un sunto cosa è contenuto nel post. Ricordati di essere persuasivo e simpatico;
  3. Usa lo storytelling. Se sei bravo con le parole, sfrutta questa tua capacità per raccontare una storia ai tuoi lettori che li convinca a rimanere proprio lì dove sono: sulla tua pagina web. Caricala di emozioni, di vissuto e di sensazioni che vanno dritte al sodo. Devono sentirsi parte della tua storia, quindi fai in modo di coinvolgerli e di emozionarli perché si ricordino di te;
  4. La call to action sembra una stupidaggine, ma non lo è! Invitare qualcuno a fare qualcosa ti permette di prenderli per mano e accompagnarli lì dove vuoi che arrivino: a comprare un prodotto, a visitare una pagina o semplicemente a guardare un video. Tu chiedi: vedrai che ti risponderanno;
  5. I contenuti di valore sono quelli che permetteranno ai tuoi lettori di ricordarsi di te quando cercheranno una notizia o un’informazione. Scegli sempre notizie in primo piano, argomenti che possono essere utili per chi si occupa del tuo stesso settore e non dimenticare mai di non tralasciare la grammatica. A nessuno piace leggere un post pieno zeppo di errori;
  6. Mettiti nei panni di chi apre il tuo blog: se tu fossi in loro, cosa vorresti trovare e cosa invece ti disturberebbe? Se sei un appassionato di un certo settore o di una categoria, scegli notizie che possono davvero funzionare e servire per risolvere problemi, per esempio, o per conoscere nuovi trucchi del mestiere. Lascia stare le cose banali di cui tutti parlano. Punta sempre al meglio.
  7. Scegli delle immagini adatte. Non pensare che non siano utili: un’immagine di bassa qualità, sgranata o con impressa la filigrana del proprietario non ti farà fare una bella figura. Darai un’impressione di te sbagliata, poco professionale e attenta. Scegli immagini colorate, di buona qualità e di forte impatto emotivo. Serviranno a catturare lo sguardo e l’attenzione di chi è venuto a farti visita.
  8. Chiedi ai tuoi lettori di lasciare il loro parere, fai domande dirette e invitali a commentare ciò che hanno letto e a lasciare la loro esperienza. Oltre ad arricchire il tuo blog di contenuti diversi e variegati, avrai modo di renderlo vivo e movimentato, un dinamismo che pochissimi blog possono vantare, perché in fondo non è così semplice fare in modo che tutti partecipino, invece di rimanere lettori silenziosi e discreti.

Ricorda: chi apre un blog non dovrebbe farlo tanto per se stesso, quanto per gli altri. Consideralo quindi un servizio di pubblica utilità (e sarai ripagato).

SARA IANNONE