LAVORARE COME FREELANCE: L’ESPERIENZA DI GIRALDINA

Qualche settimana fa ho ricevuto un messaggio di Sara che mi invitava a scrivere un articolo su di me e su come mi sono affacciata al mondo del “freelancing”.

Ho subito accettato con entusiasmo perché conosco Sara e so quanto anche per lei sia importante valorizzare le persone e il loro vissuto oltre ai prodotti che offrono. Ammetto però che, cosa rara per me, mi sono poi trovata ad avere quello che viene definito il blocco dello scrittore.

Non volevo scrivere qualcosa di finto, artefatto e arido e, fino a quando non sono riuscita a fermarmi e a ragionare davvero su cosa abbia rappresentato per me diventare freelance, non sono riuscita a scrivere qualcosa che valesse la pena di essere letto.

Non volevo che fosse un “articolo-vetrina” in cui illustrare i miei servizi ma un articolo che mi avrebbe permesso di raccontare quella parte dell’essere freelance che forse è più nascosta e personale.

Non miravo neppure a creare l’ennesimo articolo “Come diventare freelance in 10 mosse”: il web è già pieno di articoli che vogliono insegnare quali piattaforme usare, come presentarsi e come costruire la propria nicchia di lavoro.

Si tratta di articoli più o meno validi e più o meno interessanti o interessati che sicuramente fanno al caso vostro se volete approfondire l’aspetto pratico, ma non era quello di cui volevo parlare.

Mi sono fermata a ripensare al perché ho iniziato e in quali circostanze. Ho finito per parlare di me e delle mie motivazioni, che, forse, somigliano un po’ alle vostre e forse no. Ho ritenuto che fosse più onesto da parte mia non cercare di insegnarvi nulla, visto che ritengo di avere ancora molto, troppo, da imparare.

Non intendo neppure rispondere per voi ai vostri dubbi: “mollo tutto e inizio a lavorare online?” Purtroppo, nessuno può rispondere a questa domanda per voi. Posso solo consigliarvi quello che ho fatto io all’epoca: fermatevi e pensate davvero a cosa pensate di ottenere lavorando in proprio.

Cercate di essere onesti con voi stessi e capire le vostre motivazioni, per alcuni è più rassicurante avere qualcuno che ci assegna il lavoro, ricevere lo stipendio a fine mese e poter staccare a fine turno.

Se appartenete a questa categoria non c’è nulla di male, ma se, come succedeva a me, vedete più vantaggi nel lavoro da freelance nonostante le sfide anche economiche, allora vale la pena pensarci seriamente.

Io ho accarezzato l’idea di lavorare online, in proprio, per anni, in particolare ogni qual volta il mio classico lavoro 09-17 si faceva più stressante.

Nonostante negli anni avessi raggiunto posizioni interessanti, raggiungendo ruoli manageriali, nel momento in cui il mio corpo ha mostrato in maniera evidente i segni dello stress accumulato, quando mi sono accorta che la mia spontaneità era frenata dalla personalità che dovevo assumere in ufficio, ho, finalmente, messo sulla bilancia i pro e i contro dei due stili di vita e ho deciso che era ora di provare qualcosa di nuovo.

Quando parlo di stress lavorativo non mi riferisco certo alla mole di lavoro, non ho mai avuto l’ingenua percezione che lavorare da freelance significasse lavorare meno, sapevo che semmai l’impegno richiesto può perfino essere maggiore. Ne ero pienamente consapevole e non mi spaventava.

Quello che mi premeva era poter tornare a rappresentare solo me stessa, poter decidere quali incarichi si adattavano al mio modo di pensare e sentirmi libera di rifiutare di dare voce a chi rappresentava idee in contrasto con i miei pensieri. Volevo evitare la sensazione di “vendermi” per uno stipendio cosa che mi stava lentamente, inconsapevolmente, consumando.

La mia non è stata una scelta facile, non essendo più così entusiasta e ottimista, come ero vent’anni fa, ho dovuto ponderare bene. Decidere di rinunciare ad uno stipendio fisso, che era poi l’unico vero aspetto positivo a favore del “posto fisso”, non è stato così facile.

Avendo lavorato da sempre nell’ambito del servizio alla clientela e avendo, negli anni, approfondito l’importanza della comunicazione sia verso il cliente che verso i colleghi o dipendenti, ho, naturalmente optato per l’idea di lavorare nel “mondo delle parole”.

Avendo poi vissuto all’estero per molti anni e avendo imparato a comunicare anche in altre lingue e con persone provenienti da diverse culture, ho deciso di orientarmi sia verso il mondo del copywriting che della traduzione, servizi diversi tra loro ma che danno soddisfazione a due aspetti diversi della mia personalità.

Superati quindi i quaranta mi sono trovata a cominciare un nuovo percorso. Ho iniziato nel modo più spontaneo e, per un breve periodo, ho fatto affidamento solo sulle competenze acquisite nei miei vent’anni di lavoro.

Ho presto realizzato che, per potermi proporre con successo, le conoscenze che avevo, seppur preziose, non erano sufficienti per essere competitiva in un mondo sempre in evoluzione come quello del web.

Anche grazie agli insegnamenti di Sara ho rivalutato l’importanza del web marketing e ho investito su me stessa: “Non sottovalutare l’importanza della formazione e non smettere mai di lavorare per migliorarti.”   

Mi sono buttata su corsi di scrittura creativa, corsi SEO, corsi di traduzione generica ed editoriale e, con umiltà, mi sono rimessa sui banchi di scuola virtuali, imparando da chi è più esperto e colmando le lacune che mi impedivano di offrire il miglior servizio possibile.

Ho iniziato a pianificare parallelamente la mia formazione e la ricerca di lavoro, avendo sempre più fiducia in me stessa man mano che i clienti mostravano la loro soddisfazione proponendomi nuovi incarichi.

Avere clienti che ritornano è la miglior soddisfazione possibile, ti indica che sei sulla strada giusta e che quello che fai va bene non solo per te ma anche per il mercato.

Ho imparato nel tempo, oltre all’importanza della formazione, il valore del networking e della condivisione di valori e risorse, cose che, in un classico lavoro d’ufficio, o per lo meno in quelli che erano capitati a me, non esistevano. Mi ero spesso trovata a dover “elemosinare” conoscenze elargite con il contagocce da chi pensava di mantenere il suo potere e la sua importanza in questo modo.

La sensazione liberatoria di condividere conoscenze, crescere insieme e creare una rete di persone di valore è stata una ventata di aria fresca per me! Ho sentito il mio entusiasmo risvegliarsi e il piacere di lavorare è ritornato insieme alla voglia di spendersi per realizzare qualcosa di nuovo e che mi somigli.

Ovviamente si incontrano diversi tipi di persone anche facendo networking on line e non è detto che tutte condividano questa visione, o abbiano i tuoi stessi valori, ma il vantaggio indubbio che si ha è la libertà di poter decidere con chi relazionarsi e chi, invece, non fa per condivide le stesse visioni.

Sono vicina ad un nuovo obiettivo nella mia nascente carriera di freelance: passata la prima fase in cui ho investito più nella formazione che nell’esposizione, sto pianificando una nuova fase.

Mi sento pronta a fare il passo successivo, forte anche degli insegnamenti di Sara, per costruire una vera e propria strategia di marketing e, finalmente, presentare i miei servizi in modo professionale con un sito ufficiale e una presenza reale e concreta sul web.

Tirando le somme… sono sicura di aver fatto la scelta giusta per me. Il lavoro che ho fatto fino ad ora sta iniziando a dare i suoi frutti e so che l’impegno che metterò in futuro mi permetterà di crescere raggiungendo obiettivi non solo economici ma, soprattutto, di soddisfazione personale, di bilanciamento di vita e di crescita sia personale che lavorativa.

Ho imparato a valorizzare me stessa e il mio lavoro, uscendo dalla mentalità del posto fisso e riprendendo in mano la mia vita, tornando ad essere responsabile al 100% delle mie scelte, delle mie soddisfazioni ma anche degli errori.

Ho capito che gli errori sono fondamentali nel processo di crescita e che prenderne la responsabilità, capirli, analizzarli è parte integrante del miglioramento personale.

Può sembrare forte, ma amo i miei errori, ho smesso di vergognarmene e di nasconderli a me stessa, mi sono serviti a prendere decisioni e trovare soluzioni, spero di continuare a farne ancora a lungo se, come è successo fino ad ora, continueranno a tenere attiva la mia autocritica e mi porteranno a diventare la miglior versione possibile di me stessa, nell’ambito professionale ma, naturalmente, anche nell’ambito personale.

Non posso che augurarvi di fare i migliori errori possibili e che questi vi portino sulla via del vostro successo.

GIRALDINA

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *