MOTIVAZIONE: COME MANTENERLA NEL TEMPO (ANCHE QUANDO HAI RAGGIUNTO IL TUO OBIETTIVO)

Qual è la persona che ammiri di più nella vita? Può essere un personaggio famoso, un amico, un parente.

Io ne ammiro diverse per ciò che hanno realizzato nella loro vita e c’è un attore che davvero ha tutta la mia ammirazione: Will Smith.

Un giovane ragazzo proveniente da un quartiere non benestante riesce ad emergere e a farsi notare grazie alla sua determinazione e alla voglia di cambiare.

Si mette in gioco, rischia e va avanti per la sua strada fino a diventare l’attore più potente di Hollywood.

In una sua intervista disse al presentatore: “se io e te ci mettiamo su di un tapis roulant ed iniziamo una sorta di gara, puoi scommettere che io su quel tapis roulant ci muoio se non molli tu prima”.

La sua motivazione si percepisce in ogni suo film o azione.

Oppure prendiamo un altro esempio, come

Arnold Schwarzenegger.

A vent’anni diventa un bodybuilder famoso, poi decide di fare l’attore e ci riesce e non contento diventa governatore della California.

Non è pazzesco? Voglio dire, molti di noi non riescono neppure a seguire un piccolo obiettivo in qualche settimana e persone come queste la loro vita la stravolgono ma non si fermano alla prima conquista, sembra quasi che la motivazione non li abbandoni mai.

Ho imparato diverse cose su questo argomento, leggendo, studiando, confrontandomi con altre persone e testando su me stessa.

Voglio quindi condividere qualche consiglio:

QUALE MISSIONE HAI?

A volte mi piace chiedere cosa farebbero le persone se vincessero alla lotteria o avessero a disposizione una quantità enorme di denaro.

Ci sono molte risposte bellissime, alcune divertenti e bizzarre ma quasi sempre tutto questo inizia con un: “se avessi tanti soldi i miei problemi sparirebbero”.

Non voglio essere ipocrita o mentire dicendo che i soldi non sono importanti. A me hanno permesso di realizzare tanti sogni ed aiutare la mia famiglia ma è sempre lo scopo finale che fa la differenza.

Ci sono stati anche degli studi dove è stato dimostrato che oltre una determinata soglia di profitto non vi era un cambiamento migliore rispetto alla vita attuale.

Tutti inizialmente vogliamo fare più soldi per avere uno stile di vita migliore, acquistare ciò che desideriamo e via dicendo. Ma una volta che lo ottieni cosa succede? Nulla.

Voglio dire, mantenere la motivazione quando il tuo unico obiettivo è quello di fare più soldi è molto difficile perché poi quando puoi comprare tutto ciò che vuoi ti rendi conto che non hai fatto un bel niente.

Poi non avrai più eccitazione, motivazione.

La tua vita cambia nel momento in cui passi dal non avere nulla ad avere un profitto di cinquantamila o centomila euro l’anno. In quel caso la tua vita cambia e migliora perché puoi fare tutto ciò che desideri (con nulla in tasca non puoi fare niente).

Ma quando passi, ad esempio, da centomila euro l’anno a cinquecento mila, la differenza è minima perché già puoi fare moltissime cose e di conseguenze non hai più la motivazione iniziale.

Nel secondo caso si tratta di poter acquistare beni oltre il superfluo.

Per rimanere motivato devi andare oltre il voler fare più soldi, che è giusto, ovvio, ma devi avere una missione vera e propria.

Cosa vuoi veramente dalla tua vita?

Spesso abbiamo genitori e parenti che ci dicono cosa dovremmo fare e come dovremmo muoverci e se parli con chi sta in un letto d’ospedale aspettando solo di terminare il suo viaggio sulla terra, ti dirà che il maggior rimpianto sono le cose che avrebbe voluto fare per lui/lei e non ciò che gli hanno gli altri.

Poniti questa domanda e non porre limiti alla tua immaginazione. Non pensare per un momento alla realtà e sogna: questo ti farà sentire eccitato ed euforico ma soprattutto motivato.

Ti faccio un mio esempio:

Sono anni che lavoro nel campo della formazione sul marketing digitale e sono anni che sviluppo insieme a Stefano e collaboratori funnel differenti per i nostri clienti, in più settori.

Da sempre ho sviluppato il brand sulla mia persona.

Se io muoio il mio brand muore con me.

Ad un certo punto mi sono sentita demotivata. Accade a tutti ed è accaduto anche a me per un periodo.

Mi sono sentita persa. Mi sono chiesta se davvero stavo facendo la cosa giusta ma soprattutto non sentivo più quella forza e passione che avevo quando iniziai.

Ho iniziato a pensare a nuovi stimoli e ho capito che amo ciò che faccio ma posso avere altri obiettivi e mantenere alta mia motivazione realizzando ciò che desidero.

Ho quindi dato vita ad un nuovo programma, insieme a Stefano ed altre persone, creando un brand separato dalla mia persona (High Ticket Club), sto lavorando al marketing per un progetto su di un settore totalmente differente con l’aiuto di chi già ci lavora e mi sto mettendo in gioco su altri fronti.

Mi sono sentita di nuovo io. Nuovamente motivata a continuare a fare ciò che faccio e sviluppare le mie nuove idee, dando ovviamente le opportune priorità.

Ora chiediti: cosa vuoi veramente fare? Al piano di azione ci penserai dopo, ora sogna e non porti limiti.

INNAMORATI DI CIÒ CHE FAI

Immagina di doverti allenare per mantenere la tua forma fisica.

Diciamoci la verità, spesso la motivazione ci manca. Magari è freddo, piove o semplicemente vorremmo fare altro.

Un ottimo modo per fare ciò che dobbiamo potrebbe essere quello di darsi una ricompensa.

Ti alleni e poi ti concedi quel piccolo sgarro.

Questo però non ti impedisce di ripetere la situazione il giorno dopo e quello dopo ancora. Penserai sempre a quanto sia noioso allenarsi e quanto non vuoi farlo ma devi.

Allora cerca di amare ciò che stai facendo e di pensare a come ti senti una volta terminata quell’azione.

Ho iniziato ad allenarmi quattro anni fa, con la nascita di mia figlia.

Ero magra ma volevo più tonicità e così ho iniziato. Poco alla volta.

Inizialmente è stato facile perché avevo l’entusiasmo della novità ma poco dopo la poca demotivazione si fece strada.

Così ho iniziato a pensare a come mi sentivo dopo l’allenamento: bene e soddisfatta.

Mi sentivo in forma (anche se certo, un mese non era tanto ma era il mio pensiero a farmi stare bene).

Mi sentivo soddisfatta e mi dicevo che stavo andando bene.

Così la motivazione ha trovato me e da quel momento mi alleno almeno tre volte la settimana, in casa o all’aperto, sempre.

Pensa a come ti senti dopo aver svolto ciò che devi fare.

La ricompensa più grande è proprio questa, il sentirsi bene dopo aver faticato o svolto ciò che riteniamo poco divertente fare.

Pensa a come ti senti dopo aver creato un annuncio, un progetto tecnico, scritto una mail, creato una pagina di vendita.

Sicuramente pensi che il “lavoro è lavoro” e quindi non puoi amare ciò che devi fare obbligatoriamente ma non è esattamente così.

Infatti il punto successivo per mantenere alta la motivazione è CAPIRE PER COSA SEI PREDISPOSTO.

A volte dobbiamo fare ciò che non ci piace ma possiamo capire cos’è che ci viene meglio e per cosa siamo predisposti così da fare anche ciò che amiamo.

Io so benissimo che sono brava a creare video senza doverli tagliare e modificare. Riesco a fare un video di trenta minuti senza interruzioni e mantenendo il filo del discorso.

Non è una cosa che però mi entusiasma. Nel senso, ci sono tantissime persone che realizzano video su Youtube e non è qualcosa che mi eccita fare. Come non amo passare del tempo nella realizzazione di progetti eccessivamente tecnici.

Al contrario amo scrivere, creare contenuti e lavorare al mio podcast. Ho scoperto che mi entusiasma particolarmente registrate le puntate del mio “show”.

Immagina se io dovessi passare tutto il mio tempo a fare ciò che non amo. Sarei depressa, demotivata e stanca.

Non significa che non devo fare determinate cose che non mi piacciono, ma se non hai motivazione significa che le stai facendo per un tempo eccessivo.

Vuol dire che non stai lavorando a ciò che ami fare o forse ancora non hai scoperto ciò in cui sei più migliore.

Rifletti su ciò che stai facendo in questo momento e chiediti se è ciò per cui sei predisposto.

Se puoi delega la parte “noiosa” e concentrati su ciò che sai fare meglio.

In questo modo potresti lavorare ogni giorno della tua vita e non te ne accorgeresti neppure.

Una volta un imprenditore disse: “io faccio le mie scelte in base a ciò che mi rende felice”.

Molte persone spesso prendono decisioni in base al profitto senza contare se è ciò che le rende felici.

Se non sei felice di ciò che fai che senso ha farlo?

PENSA IN GRANDE E SFIDA TE STESSO

Essere realistici va benissimo e ci permette di rimanere con i piedi per terra ma a volte abbiamo bisogno di una spinta per arrivare dove vogliamo.

Non ci sentiamo mai abbastanza, mai troppo bravi, pensiamo sempre che gli altri siano migliori. E se iniziassimo a trattarci come trattiamo gli altri? Ad incoraggiarci come faremmo con un amico?

Perché dirsi continuamente che non riusciremmo a fare nulla quando potremmo pensare in grande e lavorare per riuscirci?

Le persone che vediamo oggi nel mondo dello spettacolo, del business o dello sport non sono mai state persone realistiche ed è proprio questo il segreto. Se non fossero sognatori non sarebbero dove sono.

Vero, ognuno di noi ha condizioni diverse ma perché non fare un tentativo?

Una volta raggiunto l’obiettivo fissane un altro e non fermarti perché qualcuno ti dice di farlo.

RIPOSATI E NON SENTIRTI IN COLPA

Un altro modo per rimanere motivati è riposarsi e prendersi cura di sé stessi.

Se ti senti bene ed in forma sei più felice e appagato, quindi con più energie e con voglia di fare.

Ad esempio l’alimentazione corretta è fondamentale e se ci si riesce anche l’attività fisica. Ti mantiene attivo e ti permette di scaricare lo stress.

Puoi anche dedicare solo trenta minuti ad una passeggiata.

E poi riposati. Non credere a quelle cazzate che scrivono i finti super eroi che dicono “le vacanze sono per i perdenti” oppure “dormirò quando sono morto, ora lavoro sette giorni su sette e se non lo fate siete degli idioti”.

Ho pubblicato un post sulla mia pagina Facebook proprio su questo argomento.

Tutti si sentono in diritto di criticare e di giudicare attività altrui, business model, progetti… senza sapere nulla.

Se vedono un locale chiuso ecco che arriva il fenomeno con la frase “non avete voglia di lavorare e vi meritate il fallimento” con tanto di immagine allegata.

Ma cosa sai tu di ciò che sta passando quella persona e perché è chiusa la sua attività?

Forse non ha bisogno neppure di lavorare molto o semplicemente non vuole. Non sta a noi giudicare.

Il riposo è fondamentale per rimanete concentrati.

Non significa che devi poltrire tutto il giorno, ma che non devi sentirti in colpa se il week end non lavori e passi del tempo con la tua famiglia.

Agli inizi del mio percorso lavorativo ho sacrificato tantissimo tempo.

Ho annullato praticamente tutti gli svaghi. In quel momento era necessario perché intendiamoci, c’è sempre una fase in cui dobbiamo fare dei compromessi.

Ma adesso mi godo i giorni liberi, mi godo il sabato e la domenica, la sera se non ho scadenze o progetti urgenti cerco di non lavorare.

A parte la fase del lockdown che stiamo vivendo, i nostri weekend li passiamo fuori, in qualche spa a fare dei massaggi e se ci va prendiamo un aereo e partiamo per qualche meta.

Lavoriamo sodo nei giorni in cui siamo davanti al pc ma ci riposiamo e stacchiamo la spina quando vogliamo farlo.

Riposati e se stai cercando ispirazione CAMMINA.

Personalmente camminare mi schiarisce le idee e mi fa capire in che direzione andare perché non ho davanti gli occhi tutto il lavoro da svolgere.

Ultimo consiglio per rimanere motivati: INIZIA PER GRADI.

Se vuoi correre una maratona ed è il tuo sogno non puoi di certo alzarti una mattina e iniziare a camminare centinaia di km.

Inizia con piccole tappe.

Il primo mese raggiungerai quel negozio che dista ad esempio dieci km da casa tua.

Il secondo ti alleni a raggiungere quello che dista trenta ed il terzo mese quello che dista cinquanta.

Arriverai un giorno che riuscirai a percorrere una mezza maratona e poi una maratona intera.

Ci vuole allenamento ed iniziare per gradi ti permetterà di raggiungere piccoli traguardi che ti faranno sentire soddisfatto.

Non pretendere troppo da te stesso nell’immediato e concentrati su piccoli passi alla volta.

CONCLUSIONE

Non lo so dove sarò tra cinquant’anni e cosa accadrà nel momento in cui dovrò dire addio alla mia vita terrena ma so che non voglio arrivarci con dei rimpianti e non voglio dire “avrei voluto fare quello o questo”.

Inoltre ho capito che le persone attorno a noi in molti casi non ci consigliano per il nostro bene e non valutano noi ma ciò che farebbero loro nella nostra situazione, quindi non ascoltarli e se necessario isolati.

Io e Stefano abbiamo perso molti amici a causa del cambiamento economico nella nostra vita ma siamo felici di questa scrematura naturale perché le persone che abbiamo accanto ci influenzano e se non possono migliorarci o peggio di demotivano, allontaniamole e basta.

Hai talento in qualcosa, devi solo scoprirlo. Abbi fiducia nelle tue capacità e non importa se non arrivi alla vetta della montagna, l’importante è non mollare prima di iniziare e poter dire di averci almeno provato.

SARA IANNONE

LAVORARE COME FREELANCE: L’ESPERIENZA DI GIRALDINA

Qualche settimana fa ho ricevuto un messaggio di Sara che mi invitava a scrivere un articolo su di me e su come mi sono affacciata al mondo del “freelancing”.

Ho subito accettato con entusiasmo perché conosco Sara e so quanto anche per lei sia importante valorizzare le persone e il loro vissuto oltre ai prodotti che offrono. Ammetto però che, cosa rara per me, mi sono poi trovata ad avere quello che viene definito il blocco dello scrittore.

Non volevo scrivere qualcosa di finto, artefatto e arido e, fino a quando non sono riuscita a fermarmi e a ragionare davvero su cosa abbia rappresentato per me diventare freelance, non sono riuscita a scrivere qualcosa che valesse la pena di essere letto.

Non volevo che fosse un “articolo-vetrina” in cui illustrare i miei servizi ma un articolo che mi avrebbe permesso di raccontare quella parte dell’essere freelance che forse è più nascosta e personale.

Non miravo neppure a creare l’ennesimo articolo “Come diventare freelance in 10 mosse”: il web è già pieno di articoli che vogliono insegnare quali piattaforme usare, come presentarsi e come costruire la propria nicchia di lavoro.

Si tratta di articoli più o meno validi e più o meno interessanti o interessati che sicuramente fanno al caso vostro se volete approfondire l’aspetto pratico, ma non era quello di cui volevo parlare.

Mi sono fermata a ripensare al perché ho iniziato e in quali circostanze. Ho finito per parlare di me e delle mie motivazioni, che, forse, somigliano un po’ alle vostre e forse no. Ho ritenuto che fosse più onesto da parte mia non cercare di insegnarvi nulla, visto che ritengo di avere ancora molto, troppo, da imparare.

Non intendo neppure rispondere per voi ai vostri dubbi: “mollo tutto e inizio a lavorare online?” Purtroppo, nessuno può rispondere a questa domanda per voi. Posso solo consigliarvi quello che ho fatto io all’epoca: fermatevi e pensate davvero a cosa pensate di ottenere lavorando in proprio.

Cercate di essere onesti con voi stessi e capire le vostre motivazioni, per alcuni è più rassicurante avere qualcuno che ci assegna il lavoro, ricevere lo stipendio a fine mese e poter staccare a fine turno.

Se appartenete a questa categoria non c’è nulla di male, ma se, come succedeva a me, vedete più vantaggi nel lavoro da freelance nonostante le sfide anche economiche, allora vale la pena pensarci seriamente.

Io ho accarezzato l’idea di lavorare online, in proprio, per anni, in particolare ogni qual volta il mio classico lavoro 09-17 si faceva più stressante.

Nonostante negli anni avessi raggiunto posizioni interessanti, raggiungendo ruoli manageriali, nel momento in cui il mio corpo ha mostrato in maniera evidente i segni dello stress accumulato, quando mi sono accorta che la mia spontaneità era frenata dalla personalità che dovevo assumere in ufficio, ho, finalmente, messo sulla bilancia i pro e i contro dei due stili di vita e ho deciso che era ora di provare qualcosa di nuovo.

Quando parlo di stress lavorativo non mi riferisco certo alla mole di lavoro, non ho mai avuto l’ingenua percezione che lavorare da freelance significasse lavorare meno, sapevo che semmai l’impegno richiesto può perfino essere maggiore. Ne ero pienamente consapevole e non mi spaventava.

Quello che mi premeva era poter tornare a rappresentare solo me stessa, poter decidere quali incarichi si adattavano al mio modo di pensare e sentirmi libera di rifiutare di dare voce a chi rappresentava idee in contrasto con i miei pensieri. Volevo evitare la sensazione di “vendermi” per uno stipendio cosa che mi stava lentamente, inconsapevolmente, consumando.

La mia non è stata una scelta facile, non essendo più così entusiasta e ottimista, come ero vent’anni fa, ho dovuto ponderare bene. Decidere di rinunciare ad uno stipendio fisso, che era poi l’unico vero aspetto positivo a favore del “posto fisso”, non è stato così facile.

Avendo lavorato da sempre nell’ambito del servizio alla clientela e avendo, negli anni, approfondito l’importanza della comunicazione sia verso il cliente che verso i colleghi o dipendenti, ho, naturalmente optato per l’idea di lavorare nel “mondo delle parole”.

Avendo poi vissuto all’estero per molti anni e avendo imparato a comunicare anche in altre lingue e con persone provenienti da diverse culture, ho deciso di orientarmi sia verso il mondo del copywriting che della traduzione, servizi diversi tra loro ma che danno soddisfazione a due aspetti diversi della mia personalità.

Superati quindi i quaranta mi sono trovata a cominciare un nuovo percorso. Ho iniziato nel modo più spontaneo e, per un breve periodo, ho fatto affidamento solo sulle competenze acquisite nei miei vent’anni di lavoro.

Ho presto realizzato che, per potermi proporre con successo, le conoscenze che avevo, seppur preziose, non erano sufficienti per essere competitiva in un mondo sempre in evoluzione come quello del web.

Anche grazie agli insegnamenti di Sara ho rivalutato l’importanza del web marketing e ho investito su me stessa: “Non sottovalutare l’importanza della formazione e non smettere mai di lavorare per migliorarti.”   

Mi sono buttata su corsi di scrittura creativa, corsi SEO, corsi di traduzione generica ed editoriale e, con umiltà, mi sono rimessa sui banchi di scuola virtuali, imparando da chi è più esperto e colmando le lacune che mi impedivano di offrire il miglior servizio possibile.

Ho iniziato a pianificare parallelamente la mia formazione e la ricerca di lavoro, avendo sempre più fiducia in me stessa man mano che i clienti mostravano la loro soddisfazione proponendomi nuovi incarichi.

Avere clienti che ritornano è la miglior soddisfazione possibile, ti indica che sei sulla strada giusta e che quello che fai va bene non solo per te ma anche per il mercato.

Ho imparato nel tempo, oltre all’importanza della formazione, il valore del networking e della condivisione di valori e risorse, cose che, in un classico lavoro d’ufficio, o per lo meno in quelli che erano capitati a me, non esistevano. Mi ero spesso trovata a dover “elemosinare” conoscenze elargite con il contagocce da chi pensava di mantenere il suo potere e la sua importanza in questo modo.

La sensazione liberatoria di condividere conoscenze, crescere insieme e creare una rete di persone di valore è stata una ventata di aria fresca per me! Ho sentito il mio entusiasmo risvegliarsi e il piacere di lavorare è ritornato insieme alla voglia di spendersi per realizzare qualcosa di nuovo e che mi somigli.

Ovviamente si incontrano diversi tipi di persone anche facendo networking on line e non è detto che tutte condividano questa visione, o abbiano i tuoi stessi valori, ma il vantaggio indubbio che si ha è la libertà di poter decidere con chi relazionarsi e chi, invece, non fa per condivide le stesse visioni.

Sono vicina ad un nuovo obiettivo nella mia nascente carriera di freelance: passata la prima fase in cui ho investito più nella formazione che nell’esposizione, sto pianificando una nuova fase.

Mi sento pronta a fare il passo successivo, forte anche degli insegnamenti di Sara, per costruire una vera e propria strategia di marketing e, finalmente, presentare i miei servizi in modo professionale con un sito ufficiale e una presenza reale e concreta sul web.

Tirando le somme… sono sicura di aver fatto la scelta giusta per me. Il lavoro che ho fatto fino ad ora sta iniziando a dare i suoi frutti e so che l’impegno che metterò in futuro mi permetterà di crescere raggiungendo obiettivi non solo economici ma, soprattutto, di soddisfazione personale, di bilanciamento di vita e di crescita sia personale che lavorativa.

Ho imparato a valorizzare me stessa e il mio lavoro, uscendo dalla mentalità del posto fisso e riprendendo in mano la mia vita, tornando ad essere responsabile al 100% delle mie scelte, delle mie soddisfazioni ma anche degli errori.

Ho capito che gli errori sono fondamentali nel processo di crescita e che prenderne la responsabilità, capirli, analizzarli è parte integrante del miglioramento personale.

Può sembrare forte, ma amo i miei errori, ho smesso di vergognarmene e di nasconderli a me stessa, mi sono serviti a prendere decisioni e trovare soluzioni, spero di continuare a farne ancora a lungo se, come è successo fino ad ora, continueranno a tenere attiva la mia autocritica e mi porteranno a diventare la miglior versione possibile di me stessa, nell’ambito professionale ma, naturalmente, anche nell’ambito personale.

Non posso che augurarvi di fare i migliori errori possibili e che questi vi portino sulla via del vostro successo.

GIRALDINA

PERIODO DI CAMBIAMENTI: QUALE SARÀ IL FUTURO DEL DIGITAL MARKETING?

Inutile dirlo, l’arrivo della pandemia mondiale che ci sta attanagliando ancora oggi, il Coronavirus, ha dato uno scossone a tutti noi. Sia livello umano che lavorativo. 

Le nostre vite si sono completamente stravolte e benché alcuni settori possano aver risentito meno della quarantena e dell’isolamento, a livello sentimentale e intrinseco tutto ha subito una mutazione e ha cominciato a essere considerata in maniera diversa, forse più profonda. 

Come per qualsiasi altro tipo di impiego, inevitabilmente, il mostro Covid-19 inciderà anche sull’ambito relativo al Digital Marketing. Ci sarà da preoccuparsi? Come potremmo agire e, soprattutto, cosa possiamo fare per prevenire eventuali problematiche a livello economico? 

CORONAVIRUS E LAVORO: COME SI COMPORTA LA POPOLAZIONE?

Con precisione – e neanche tanta – possiamo parlare solo della situazione a livello italiano e, come avrai visto anche tu, per quanto ci riguarda le cose non stanno andando benissimo. 

Lo stravolgimento è stato epocale a dir poco sconcertante e paragonabile a una perdita del terreno sotto i piedi, ma una notizia “confortante” , per coloro i quali è possibile ovviamente, è quella che ha spopolato sul web negli ultimi giorni: lo smart working funziona davvero e anche i rapporti collaborativi da remoto senza  pretendere che freelance, liberi professioni e via dicendo, siano domiciliati nella stessa località dell’azienda o che si presentino tutti i giorni nella sede di lavoro, sembrano essere molto produttivi. 

Vero è che siamo esseri umani e per noi, che si ammetta oppure no, il contatto umano è tutto. Fondamentale. 

Un’altra informazione che fa tirare un sospiro di sollievo, per il momento, è che il digital marketing continua a essere operativo dal punto di vista delle modalità di esecuzione dello stesso, in quanto l’isolamento forzato, con annesse restrizioni, non hanno coinvolto più di tanto gli specialisti del settore già abituati a lavorare da casa, maggior parte dei casi. 

Ciò non significa che non sia cambiato. Magari non è diminuito a livello di mole di cose da fare, ma sicuramente, dedicandosi a persone umane con attività normali e diversificate, ha dovuto adattarsi alla situazione. 

Ecco, forse sarebbe meglio affermare che il tutto dipende da dove viene utilizzata tale commercio. Ambiti che dapprima erano molto proliferi, adesso sono al ribasso totalmente, come per esempio quello che riguarda i viaggi. Non si fanno vacanze attualmente e temo che la gente avrà paura di farlo ancora per molto. 

Ovviamente, invece, chi potrà beneficiare di tutto questo sono gli ecommerce. In special modo i colossi come Ebay, Amazon, Zalando e così via. In primo piano, tutti coloro che forniscono beni di prima necessità. 

La realtà è che ciò che bisogna fare è sviluppare un grandissimo spirito di adattamento. Le regole, le modalità, i guadagni e gli investimenti sono cambiati, si sono rivoluzionati e dobbiamo cercare di stare al passo il più possibile, rinnovandoci totalmente e cercando nuovi sbocchi a cui attingere e dedicarci. Questo in ogni cosa, nel marketing online certo, ma anche nella vita di tutti i giorni. 

DIGITAL MARKETING: COSA FARE CONCRETAMENTE

Secondo alcuni il modo di lavorare muterà. Ora come ora le informazioni più appetibili sono proprio quelle relative all’epidemia che ci circonda ancora oggi, la gente è completamente concentrata su questa devastante novità e taluni, magari a motivo di una perdita di un loro caro. 

Mi rendo conto davvero di quanto possa essere difficile e la paura è diffusa in ognuno di noi indistintamente: timore di dover dare una facciata contro la realtà e gli effetti concreti e negativi che questo virus sta diffondendo. 

Non solo, agitazione a riferimento di un’economia che potrà non riprendersi, che potrà portare a dei problemi e a delle difficoltà grosse. Se ti senti così, è normale. Sono i sentimenti universali della popolazione mondiale. 

Mi sento di consigliarti, però, di non pensare troppo al futuro, ma di concentrarti su un giorno alla volta con le sue preoccupazioni e ansietà, portando con te l’ottimismo e la forza orientati a risolvere le problematiche singolarmente. Senza sovraccaricarti di pensieri negativi che potrebbero non avvenire mai. 

Come dicevo prima adattati. Sei o lavori in un’agenzia di viaggi? Dai la possibilità ai clienti di prenotare con date flessibili e con possibilità di diniego e di cancellazione senza costi aggiuntivi. Per il momento almeno. 

Crea dei video virtuali con cui coinvolgere l’utenza e in modo da farla distrarre e allontanare dalla brutta realtà che la circonda. 

Sei un ristorante? Allora prova a fare convenzioni, a venire in aiuto ai tuoi clienti e a buttarti sull’asporto

Sei uno specialista del web marketing? Allora cerca di essere clemente e comprensivo. Fai pacchetti convenienti se il tuo cliente sta avendo difficoltà economiche, valuta una strategia che possa aiutarlo a riprendersi.

Dobbiamo mettere tutti la nostra parte.

Tu cosa ne pensi, come lo vedi il futuro lavorativo e il mondo digitale?

SARA IANNONE

COPYWRITING: UN PERFETTO MIX DI MARKETING E UMANITÀ

Cosa significa davvero Copywriting? Io questa domanda me la sono sempre fatta, anche dopo anni che arieggiava nella mia vita e che la usavo tutti i giorni per il mio lavoro. 

Ma cosa vuol dire davvero? No, perché ormai si sente sempre affermare che si tratti di un mix di tecniche, di roba strana analitica che deve essere focalizzata sulla SEO e, quindi, sulla ricerca delle parole chiave che hanno maggiore volume di ricerca. Per cosa? Per vendere ovviamente. 

Ma è tutto qui? Non credo. O meglio, non ci voglio credere.

Sai cosa penso? Che si inizi a intraprendere questa strada manovrati principalmente dalla passione e dalla voglia di mettersi in gioco. Si vuole cambiare il mondo, dimostrare qualcosa in un settore pieno di pescecani, facendo la differenza, mettendo a nudo quelli che sono i propri pensieri e sentimenti. Fornendo qualcosa di indimenticabile

Si comincia a sudare motivato dalle emozioni che veicolano le capacità e la facoltà di decidere. Si è pronti ad andare contro il mondo per donare qualcosa di diverso, di bello e umano

È proprio questo il punto, la parolina che oggi sembra essere così rara: umanità

Si è spinti da questo, dal desiderio irrefrenabile di comunicare, di aiutare, risolvere problemi e raggiungere obiettivi. Poi cosa succede? O meglio, cosa potrebbe accadere? 

COMUNICAZIONE E SCRITTURA: I CAMBIAMENTI NEL TEMPO 

Mettiamola così: ogni volta che si raggiungono determinati traguardi e, magari, profitti, si tende ad avere una reputazione di sé più “generosa” – giustamente – e le priorità rischiano di diventare altre e assumere connotazioni differenti. 

La protagonista di tutto, in realtà, è la comunicazione. Questa nostra amica e alleata, che ci accompagna da sempre sin dalla nostra primaria esistenza. 

L’uomo ha la necessità di condividere, trasmettere.

Non potremmo mai farne a meno, anche coloro che sono timidi o silenziosi comunicano. Ognuno a modo proprio dando rilievo alle capacità intrinseche e alle qualità che più ci rappresentano ma, in ogni caso, si deve sempre cercare di tramandare, diffondere e fare sapere agli altri le proprie intenzioni e soprattutto… emozioni

È per questo che si comunica, si parla e si scrive. Dapprima per una necessità, formata da umanità e da presa di coscienza di sé e del mondo che ci circonda. Poi ha assunto un ruolo significativo opposto: quello relativo al guadagno

Ebbene sì, la comunicazione è diventata sempre di più parte integrante del ricavo. Prima un mezzo e poi la normalità. Ed ecco che entra in gioco il copywriting con il suo intento di convincere, di attirare e attrarre. Niente che non vada bene, ma deve essere solo visto così? O c’è qualcosa di più? 

Riflettiamo insieme: cosa ci spinge a scrivere, disegnare, dipingere o diffondere in una qualche forma, definita arte, noi stessi? La voglia di raccontare

Che cosa? Una storia, la propria personalità, un brand, un’informazione. Tutto è racconto. Finalizzato a generare emozioni per diversi motivi: come cosa fine a sé stessa o per volgere il pubblico a procedere con una determinata azione.

COPYWRITER AD HOC: IL RUOLO DELL’EMPATIA E UMANITÀ 

Ma come si fa un buon Copywriting allora? In parte, con tutte le cose che già possiamo supporre o sapere: la formazione, la tecnica, lo studio, la ricerca e la parte analitica. Ma non basta, giusto? Altrimenti suddetto lavoro potrebbe benissimo essere effettuato da una macchina, un famoso bot che oggi va tanto di moda ed è molto utile per… il lavoro. 

No, non viene affidato a un’intelligenza artificiale e sai prché? Beh, il motivo è che non ha una componente atta a fare davvero la differenza e che contribuisce alla creazione di un contenuto degno di nota, volto a diffondere sentimenti e capace di far sentire compresi gli utenti: l’empatia

Attenzione, non devi inserire nel testo pubblicitario ciò che vorresti che chi ci legge provi, ma il tuo scopo è quello di capire davvero quello che i potenziali clienti bramano; i dubbi che hanno, le difficoltà e le perplessità. Tu non subentri come manipolatore, ma come colui o colei che fornisce una soluzione reale e concreta. Senza fregature. 

Perché è proprio questa la differenza sostanziale che deve sussistere: tra la comunicazione di oggi – la scrittura creativa intesa in senso generico e persuasiva – e quella a riferimento del passato, meno colma di interessi e guadagni subdoli. La voglia, dunque, di essere un aiuto, un complemento e non un manipolatore che considera solo i propri interessi. 

Il mondo del web è vasto, è vero, ma la nomea e la reputazione sono quelle che, più di tutte, incidono sul nostro lavoro e, in automatico, sulla nostra persona.

Perché online tutto è mischiato e non ci sono distinzioni. O ti presenti come individuo o come lavoratore. O scrivi per il piacere di fare o esclusivamente per ottenere un guadagno a scapito degli altri.

Il punto è, come decidi di investire il tuo tempo? La tua professionalità e le tue capacità? Come vuoi che gli altri (e per altri intendo anche potenziali acquirenti) vedano te e le tue intenzioni? Come positive e benevole o orientate esclusivamente a un egoismo lavorativo e freddo? 

La gente non vuole che tu gli dica quello che deve fare, provare o acquistare.

Deve rendersi conto di aver bisogno di una determinata cosa o servizio perché sei tu che fai capire quanto sia essenziale che la abbiano. Ma non per un tornaconto o per fregatura, ma perché tu sai meglio di loro che, effettivamente, potresti dare una mano. 

Il punto è questo: il foglio è bianco, la tastiera è impersonale e uguale a quella di tutti gli altri. Ma tu sei tu e le persone a cui ti rivolgi sono umane, fatte di carne e ossa, con delle necessità che non sanno come soddisfare o che non sanno neanche di possedere. 

Scrivi focalizzando la tua attenzione su questo: pensando a un volto, a due occhi, un cuore e dei sentimenti, non a codici, tag, metadati e via dicendo. A quelle ci penserai in un secondo momento, quando avrai soddisfatto il concetto stesso di comunicazione. 

Ti è piaciuto questo articolo? Fammelo sapere nei commenti! 

SARA IANNONE

MOMENTO “ASK ME”: 5 RISPOSTE ALLE DOMANDE PIÙ FREQUENTI SUL MARKETING ONLINE

È un po’ di tempo che penso di voler accumulare tutte le domande che sono solita sentire a riferimento del mondo del digital marketing, in un unico posto con annesse le risposte. Questo perché penso che sia un buon modo per poter aiutarti, nel caso anche tu, ti stia ponendo i medesimi quesiti. 

Per chi ne fa parte talvolta risulta difficile capire certe difficoltà e dubbi, si è talmente immersi tutti i giorni da questioni di carattere digitale e strategico che, ormai, fa parte della propria vita e quotidianità, un po’ come per ogni tipo di impiego. 

Ho voluto fare una sorta di riassunto e prendere in esame le argomentazioni e che – più di tutte – vengono sollevate, provando a dare delle risposte basandomi sulle mie esperienze, sulla formazione conseguita e gli anni di lavoro alle spalle con i risultati ottenuti belli e soddisfacenti. 

Spero di poter davvero riuscire a dare una visione positiva e incoraggiante di un mondo tanto complesso e ricco di sfaccettature e di riuscire a incoraggiare chi voglia buttarsi in tale dimensione e chi debba, invece, prendere decisioni per la propria attività. Allora cosa aspettiamo, partiamo! 

DOMANDA NUMERO 1: COME DIVENTARE UN IMPRENDITORE NEL DIGITAL MARKETING?

Questa è una domanda molto diffusa e che, in realtà, mi fa molto piacere ricevere. Primo perché denota una grande considerazione e secondo in quanto, evidentemente, la passione viene trasmessa come vorrei. 

Intanto, mi sento di dire con abbastanza tranquillità, di non preoccuparti se la tua formazione rispecchia una strada completamente opposta da quella che desidereresti fare. Ti posso assicurare che non serve 

iniziare dal principio a orientarti su materie, scuole o università che siano perfettamente in linea con il Digital Marketing

Io sono convinta che, prima di ogni altra cosa, tutte le professioni che aleggiano intorno a questo grande insieme, siano dettate da una passione forte. In quanto tale, può anche nascere in un secondo momento insieme a una maggiore consapevolezza di sé di ciò che piace e delle proprie capacità. 

Se invece sei a un bivio, nel senso che sai già cosa vorresti fare da grande e dietro a questa consapevolezza sussiste la scelta della tua formazione, beh, allora fai quello che dice il cuore e dirigiti verso possibilità che possano imperniarti di competenze sin da subito. 

Ad ogni modo, devi sapere che il web è colmo di corsi, master, percorsi che possono aiutarti a instradarti e a darti modo di diventare un vero e proprio imprenditore del Digital Marketing. 

Certo, ci vuole tanta pazienza e non solo, ma anche un po’ di risorse. Sì perché se si vuole davvero intraprendere questa carriera, bisogna tenere in considerazione di dover impiegare il proprio tempo per cibarsi di informazioni, nozioni e soprattutto, di continuare a farlo, essendo un mondo in totale divenire. 

DOMANDA NUMERO 2: LAVORARE COME FREELANCE, STRADA NECESSARIA PER I LAVORI DIGITALI? 

Direi di no. Essere freelance deve essere una scelta, non una necessità o obbligo. 

Certo, si tratta di una strada che dà, in un certo senso, più ampie possibilità di manovra, di scoperta e formazione personale, ma anche che comporta incredibili responsabilità, capacità organizzative e di gestione. 

Ma come accennavo, non è un dovere, si può benissimo creare la propria esperienza attraverso agenzie, aziende e compagnie dedicate al settore. O meglio, il mio consiglio (a prescindere da quello che poi sarà il tuo volere futuro) è quello di passare, in ogni caso, del tempo in suddette realtà. 

Il motivo è intuibile: danno modo di crescere moltissimo, di interfacciarsi con gli altri, di avere un’idea di cosa vuol dire lavorare in team e regala grandi soddisfazioni, essendo una scalata verso il raggiungimento degli obiettivi, fatta con professionisti, colleghi e… perché no, amici. 

Quando si sa di essere pronti a prendere il volo in solitaria? Beh, come per ogni altra cosa lascia che ti dica questo: lo saprai. Ti sentirai all’altezza e basta, senza troppi se o ma. Avrai la convinzione di dover occuparti di ogni cosa, dalla parte legata alle trattative e preventivi, a quella operativa. 

Ascolta sempre, sii umile e non smettere mai di prepararti. In aggiunta, circondati di persone che lavorano nel tuo stesso ambito, con mansioni diverse e legati a collaboratori che possano aiutarti nelle avventure digitali.

Non siamo tuttologi e non possiamo esserlo, quindi se vuoi espandere la rete di clienti, prova a coprire più fronti, ma non in autonomia, bensì delegando. È fondamentale. 

DOMANDA NUMERO 3: COSA SERVE PER VENDERE SERVIZI O PRODOTTI ONLINE? 

Hai deciso di provare a lanciarti sul mondo del web con tuoi prodotti e servizi e non sai come fare? O ti stai chiedendo se servono competenze particolari? 

Allora, innanzitutto posso confermarti che la creazione di un ecommerce, per quanto ormai si abbiano molte possibilità di scelta tra template, piattaforme CMS e via dicendo, non è per niente un gioco da ragazzi. Neppure se già possiedi un negozio fisico. 

Se vuoi provare a sfondare, incrementare le vendite e, quindi, avere successo, è bene che tu sappia tutto quello che serve nel dettaglio. 

La prima cosa di cui hai bisogno è un sito web ad hoc orientato proprio alla presentazione dei tuoi prodotti o servizi/attività. 

Ti sembrerà banale, ma richiedi sempre l’assistenza di un professionista, colui che possa accompagnarti nell’implementazione prendendosi carico dei problemi più grandi e delle questioni che riguardano il suo lavoro e non il tuo. Saprà indicarti la piattaforma più consona, l’hosting più conveniente e performante e la grafica maggiormente azzeccata. 

Parlando di quest’ultimo, il design, ricopre un valore essenziale. Deve possedere la funzione di attrarre, rappresentarti, non essere banale e neanche invadente. Non ci crederai, ma c’è tutto uno studio relativo all’abbinamento dei colori, al neuromarketing e a quello che può avvicinare o allontanare un potenziale cliente. Nulla è lasciato al caso. 

Un’altra questione di vitale importanza è quella legata alla creazione dei contenuti giusti e, quindi, della parte copy. Anche in questo caso mi è capitato spesso di sentir dire alle persone di volersi accaparrare questa mole di lavoro conoscendo bene l’azienda in questione e quindi, il messaggio da voler comunicare. 

Da una parte questo ragionamento può avere un fondamento, ma dall’altra, invece è completamente errato. 

Dovrebbe essere, al massimo, un lavoro collaborativo grazie al quale tu puoi trasmettere al tuo copywriter di fiducia l’essenza stessa del marchio, della mission e degli obiettivi e lui farà tutto il resto. Non solo perché fa quello tutto il giorno, tutti i giorni (creare contenuti per il web) ma perché sa come farlo.

Oltre al fatto che impone, nello stesso tempo, un’attenzione sulla dimensione SEO

Una volta arrivati alla costruzione definitiva del sito, la sponsorizzazione è la parte cruciale e si divide tipicamente in due parti: 

1) i risultati organici, non a pagamento e naturali;

2) e quelli derivanti da una promozione e inserzione mirata. 

Nel primo caso si tratta di attività lunghe, capaci di fornire risultati nel lungo periodo seppur concreti e finalizzati prettamente alla fidelizzazione; il secondo è quello che ti fa fare il salto di qualità nel minor tempo possibile. Una non esclude l’altra in un business plan che si rispetti. 

Lo so, starai storcendo il naso, ma se vuoi far decollare in tempi brevi la tua vetrina online, devi prendere in considerazione di investire

La condivisione sui social, infine, è un ulteriore passo in avanti.

Condividi, popola quel luogo che tutti conoscono e in cui ognuno di noi sta. È una cosa che per alcuni può sembrare noiosa o inutile, ma così non è.

Non hai voglia di perdere del tempo a fare ciò? Anche in questo caso c’è chi lo può fare per te o, perlomeno , chi si può impegnare a darti qualche dritta. 

DOMANDA NUMERO 4: PERCHÈ INVESTIRE IN GOOGLE ADWORDS O INSERZIONI FACEBOOK? 

La risposta è semplice: se vuoi farti conoscere, devi fare qualcosa per far sì che avvenga. 

Il web è un universo di dimensioni epocali, i contenuti sono talmente tanti da rendere difficile ogni cosa ed è per questo che esistono i professionisti del settore. 

Gli annunci non solo permettono di farti fare il salto di qualità, come ti dicevo pocanzi, ma ti danno modo di poter decidere tu a chi rivolgerti, valutare un pubblico profilato e che possa effettivamente darti dei risultati. 

In aggiunta, puoi decidere il budget e l’impegno quotidiano. È vero, bisogna mettere sul tavolino dei risparmi, inizialmente (come per qualsiasi altra cosa peraltro), ma cosa puoi ricevere in cambio? Questo è ciò che devi porti. 

Inoltre, ognuno di noi può dedicarsi alla creazione di campagne online mediante Google AdWords. La possibilità c’è. 

Ma il fatto è che non basta mettere l’inserzione online e aspettare che i risultati avvengano come per magia. Il SEO Specialist monitora costantemente le azioni, valuta mediante test cosa rende di più e cosa porta i maggiori profitti e infine, ti aiuta concretamente ad avere conversioni profittevoli. 

DOMANDA NUMERO 5: PERCHÈ DOVREI FARE DIGITAL MARKETING? 

Beh, perché è il presente e sarà sempre di più parte del nostro futuro

Non si richiede che tu faccia tutto da solo, ci sono tantissime persone come freelance, agenzie, esperti e aziende che sono pronti ad aiutarti.

Si tratta di un mondo che ancora oggi lascia a bocca aperta, risulta incomprensibile e, per chi ha una concezione diversa o è abituato a fare le cose in maniera più tradizione, futile. 

Ma i risultati ci sono e la mia esperienza di vita (inserita anche nel mio blog) ne è la prova. 

Hai altre domane? Scrivimi e sarò felice di risponderti e aiutarti.

SARA IANNONE

ESTENSIONI CHROME: QUALI SONO DAVVERO UTILI PER IL MARKETING?

Per adempiere in maniera professionale e completa, servono le estensioni di Chrome? Ti garantisco di si. Talvolta la mole di lavoro è così alta che dei piccoli aiutini volti a fornirti informazioni complete e immediate, ti possono davvero salvare un momento difficile. 

Infatti possedere nello strumento di lavoro, senza il quale non si potrebbe fare assolutamente nulla in tale ambito, delle piccole iconcine atte a velocizzare i compiti, fa la differenza. 

Attenzione però, risparmiare tempo sì, ma senza perdere la qualità. Quali sono dunque le estensioni chrome utili per chi fa marketing? Analizziamole insieme per capire le diverse possibilità basate sulle differenti esigenze. 

ESTENSIONE PER LA COSTRUZIONE DEL SITO WEB 

Partiamo con il dire che esiste una grande varietà di queste applicazioni, che racchiudono moltissime alternative e funzioni. 

Per quanto riguarda l’implementazione di un sito, ad esempio, è bene avere una spalla in più in caso di difficoltà o, banalmente per cose che non possono essere nelle nostre capacità naturale, come l’analisi dettagliata dei dati in tempo reale. 

COLORZILLA 

Se il settore appena preso in considerazione è proprio il tuo, ti è mai capitato di dover effettuare un lavoro di web design dovendo, nella creazione, riportare esattamente un colore già presente, senza sapere come fare? Oppure dovendo fare mille passaggi per riuscire a ottenerlo? Ecco Colorzilla ti può davvero tirare fuori dai pasticci! Infatti, il suo scopo è quello di catturare qualsiasi tipo di tonalità in un solo clic. Semplice, rapido e indolore. 

Questa operazione di pochissimi secondi, contribuirà a rendere il tuo lavoro più fruibile e piacevole. 

CHECK MY LINKS 

Tale estensione rappresenta un’altra fantastica alternativa per riuscire a risparmiare tempo durante il momento di sviluppo di un sito web o modifica e aggiornamento di uno già esistente. 

Cosa fa nel concreto? Passa il suo potente radar su tutta la pagina, trova i collegamenti ipertestuali presenti e fa un check per valutare se effettivamente vengono indirizzati a pagine esistenti. 

Si tratta di un errore che talvolta si fa, ovvero quello di tralasciare suddetta parte essenziale, rendendosi conto solo tempo dopo che i siti web a cui si è linkati, non più esistenti o che non funzionano più. 

Viene da sé che se tale dimenticanza dovesse essere lasciata invariata, non solo si perderebbero occasioni di guadagno – o addirittura clienti- ma si rischierebbe di incorrere a delle penalizzazioni controproducenti. 

GOOGLE TAG ASSISTANT 

Con questo strumento puoi visualizzare tutti i tag precedentemente installati in una determinata pagina. Si tratta di elementi davvero importanti per l’analisi di un sito web, infatti sono composti da: Google Analytics, Tag Manager, remarketing, e altro. 

Durante la gestione di una piattaforma presente sul web da tempo, ti verrà utile averlo, per comprendere se il tutto è stato installato correttamente per fornirti, in seguito, le giuste nozioni. 

WAPPALYZER 

Devi modificare o aggiornare un sito? O ti hanno chiesto di metterci le mani e non sai su cosa è stato implementato? Questa estensione in una frazione di secondo potrà risponderti e renderti la ricerca più veloce e facile. 

Non solo, sarai messo a conoscenza del sistema di gestione dei contenuti, la tipologia di ecommerce che stai visualizzando, il server web, il framework e così via. Una vera bomba! 

ESTENSIONI PER LA SEO 

MOZBAR 

Soprattutto per quanto riguarda le attività di ottimizzazione e indicizzazione, che vedono dell’analisi del traffico il maggiore collaboratore, questo piccolo amico ti potrà dare modo di essere al corrente della Domani e Page authority del sito che ti interessa. 

Con alleato, in definitiva, avrai: 

1) Un’analisi completa dell’autorevolezza del dominio e della pagina come dicevamo;

2) un report sugli elementi SEO presenti nella tua On Page;

3) comportamento dei links; 4) analisi dell’autorevolezza dei domini. 

WOORANK 

Cosa conta di più per farsi trovare dai potenziali clienti? Proprio come stiamo affermando, una corretta analisi SEO del sito che desideri migliorare. Questo tool fa proprio questo: ti rende noto quali sono i principali fattori che influenzano una strategia orientata proprio sull’indicizzazione. 

Grazie alla generazione rapida e completa del suo report comprenderai lo stato di salute della piattaforma avendo un punteggio assegnato. Ti rende noto gli errori, le cose che vanno bene e cosa, invece, andrebbe migliorato. 

ESTENSIONE PER LA CREAZIONE DI CONTENUTI 

GRAMMARLY e LINER 

Strumento davvero utile per i content writer: può salvare la vita! Perché? Per il fatto che è capace di riconoscere gli errori di battitura, di distrazioni e si, anche grammaticali!

Fantastica, non è vero? Unita a Liner, oltretutto, nessuno ci può fermare! 

Per poter creare al meglio i contenuti testuali cosa si fa di solito? Si compiono ricerche per focalizzare i consigli e le informazioni utili a redigere i propri pensieri.

Ecco cosa fa Liner: fornisce la possibilità di evidenziare i concetti utili mentre si scovano gli articoli online.

Non solo, proprio nelle pagine web puoi segnare note e commenti e dà modo di rileggere in un secondo momento tutto quello che si è riusciti a trovare mediante questo mezzo.

Come? Grazie alla funzione copia e alla sua organizzazione degli stessi in un unico posto.

Hai domande o dubbi? Lascia un commento qui sotto.

SARA IANNONE