BUSINESS ONLINE: COME INIZIARE SE PARTI DA ZERO (IL CASO DI SILVIA)

Avete mai avuto l’impressione di essere bravi nel vostro lavoro ma di non riuscire a farlo percepire agli altri? Quando si parla di iniziare un business online da zerp è fondamentale riuscire a far percepire il proprio valore.

Questa deve essere stata la sensazione di Silvia, quando mi ha contattata per aiutarla.

Silvia ha una grande passione per il make up e la bellezza in generale. Nella vita ha intrapreso una strada diversa nonostante i corsi svolti su questo settore. A volte lo sappiamo, la vita ci riserva delle sorprese e non possiamo sottrarci.

Non è detto però che non arrivi un giorno in cui senti di poter cambiare le carte in tavole o forse buttarle dalla finestra per far spazio ad un nuovo mazzo.

Silvia lo sta facendo e vuole il mio aiuto. Credo sia passato un mese da quando abbiamo iniziato a lavorare sul suo progetto e sono felice di poter condividere con voi il suo percorso e ciò che sta realizzando.

Parte da zero e lo mette in chiaro da subito. Nessun problema, io sono partita esattamente così.

Parliamo e discutiamo del progetto, lo trovo molto interessante e secondo me ha un ottimo potenziale.

Le dico che farò qualche ricerca per valutare il mercato, la richiesta, etc…

Silvia è euforica di ciò che vuole fare ma c’è una cosa che voglio sempre ricordare a tutti: le emozioni bisogna tenerle a bada, altrimenti non si prendono le decisioni giuste.

Fatte alcune ricerche noto che in questo settore c’è una varietà di prodotti e servizi disarmante. Cosa più interessante, c’è una richiesta ed un acquisto compulsivo sul web di prodotti cosmetici e tutto ciò che riguarda questo mondo.

Ora, questa è una splendida notizia ma c’è anche la parte negativa: è estremamente competitivo e Silvia parte da zero. Si sta mettendo in gioco contro professionisti del settore con pubblici voluminosi.

Le dico che ovviamente non può puntare a fare classici tutorial online, ci sono veramente a migliaia di questi video sul mondo estetico.

Lei però vuole veramente creare qualcosa di grande e dopo qualche giorno torna da me, con il suo progetto, rivisitato.

Vuole creare una community puntando su di un micro settore del make up. Le mie parole hanno avuto effetto e sono felice.

Ora vediamo insieme come abbiamo lavorato con Silvia agli inizi:

  • TROVA IL TUO PUNTO DIFFERENZIANTE

Andare a lavorare dove c’è molta competizione può essere un bene in quanto significa che c’è molto mercato ma la faccia negativa della medaglia è che se non hai molto budget e non lavori in maniera esclusiva, non ti nota nessuno.

Per non dilungarmi troppo, partiamo con Silvia ed il suo progetto. Mi spiega tutto e vediamo insieme il da farsi.

Mi mostra i primi contenuti creati ed era immaginabile che non fossero all’altezza di ciò che vuole far percepire.

Lei è bravissima nel suo lavoro e me lo ha dimostrato ma vedendo il suo contenuto io non l’ho percepito. Ho cercato di immedesimarmi e niente, veramente il nulla.

Sembrava una delle tante. Ecco un esempio dei suoi post:

Questo è normale quando si parte da zero, l’importante è non scoraggiarsi e fare molta pratica.

  • LAVORA SULLA TUA COMUNICAZIONE

Alcuni suoi post avevano come spiegazione qualcosa del tipo: “metti un ombretto chiaro, poi uno scuro e sfuma bene”.

Punto principale da tenere a mente: le persone probabilmente non sanno nulla di quel settore e vogliono imparare. Chi per hobby, chi per curiosità, chi per lavoro, chi per soddisfazione personale, etc.. Bisogna immedesimarsi letteralmente in loro.

Il mio consiglio è stato quello di lavorare bene sulla comunicazione.

Dopo alcune problematiche date dalla mancanza di esperienza nella creazione di contenuti, ecco uno degli ultimi post creati da lei, che ha riscontrato un enorme successo, ottenendo oltre 500 like e 70 commenti dove non hanno fatto altro che richiedere ulteriori tutorial e spiegazioni come questa:

La differenza è data nel modo in cui si espongono i problemi e la soluzione, il modo in cui si fa fronte ad eventuali obiezioni e si danno consigli su come ottenere il risultato finale.

Bisogna capire il target giusto ed il modo in cui le persone reagiscono ai vari contenuti.

Il primo contenuto per Silvia l’ho creato io, per farle capire il modo in cui era meglio scrivere per far percepire la sua bravura e la sua professionalità.

  • CHIEDI E PARLA CON LE COMMUNITY ESISTENTI

La prima cosa che ho consigliato a Silvia è stata quella di iscriversi ai vari gruppi esistenti su Facebook. Uno in particolare, molto attivo e con migliaia di membri.

Questo ti permette di scambiare idee e di creare valore. I gruppi possono fare una grandissima differenza per chi è agli inizi.

Ti permettono di farti conoscere, di aiutare gli altri membri e soprattutto ti permettono di capire i problemi comuni di chi è interessato a quel settore.

Questo lo dovrebbero fare tutti coloro che vogliono vendere online, prima di buttarsi in un mercato.

Le persone parlano, discutono e nel mentre tu puoi capire più da quelle interazioni che da altre fonti.

Nulla è meglio di ascoltare direttamente cosa ha da dire chi vuole acquistare un prodotto o interessato a farlo in futuro. Non credi?

  • INIZIA A CREARE IL TUO PUBBLICO

Quando si parte da zero il pubblico è inesistente. Questo è ovvio e scontato.

Lavorare con i gruppi, con i forum e altre piattaforme gratuite ti permettono di iniziare a creare valore e la tua immagine, ma sarà poi con la promozione dei tuoi contenuti che il pubblico ti seguirà.

Il punto primario è che agli inizi nessuno ti conosce e quindi devi iniziare chiedendo un parere, un’opinione o un feedback.

Questo è importante anche quando si inizia a lavorare con Facebook, ad esempio.

La tua pagina Facebook sarà priva di persone che la seguono e che interagiscono. Questo è ciò che è accaduto a Silvia, con la sua pagina.

Una delle cose che abbiamo fatto con la pagina di Silvia è stato fare una promozione chiedendo (si, esattamente, proprio chiedendo) di mettere like alla pagina.

Solitamente non consiglio mai di fare una promozione per like, spesso si rivelano inutili e le persone iniziano a seguirti quando fai lead generation.

In alcuni casi, però, soprattutto quando i costi sono molto bassi e di conseguenza non ha un costo equo all’acquisizione di un lead, può apportare un valore iniziale.

Inoltre, aggiungo purtroppo, le persone che vedono una pagina Facebook con pochissimi seguaci, hanno una sorta di mancanza di fiducia in quella fonte.

In realtà queste sono solo vanity metrics, ovvero metriche di vanità che servono solo all’apparenza, ma quando si parte da zero a volte possono fare la differenza.

Con Silvia abbiamo creato una sponsorizzata per promuovere la pagina Facebook novella creando un pubblico iniziale.

Nella promozione abbiamo chiesto esplicitamente di mettere un like alla pagina se l’argomento fosse di interesse.

All’interno della pagina abbiamo fissato un post in alto inserendo la optin pagina inerente al progetto di Silvia.

Questo ci ha permesso di ottenere più di mille persone che hanno messo il loro like alla pagina, un pubblico attivo nei post e molti iscritti alla newsletter.

Ottimo inizio.

  • CREAZIONE DI UN’OFFERTA

Creare un’offerta è differente dal creare un singolo prodotto da vendere.

Nel mercato ci sono migliaia di persone che vendono lo stesso singolo prodotto. Cosa pensi che farà chi cerca quel prodotto? Andrà a cerca del prezzo più basso e tu non vuoi fare nessuna guerra dei prezzi.

Ovviamente queste sono le prime cose che ho detto a Silvia e lei, dopo qualche dubbio, non ha potuto non annuire.

In questo caso, come vendere senza andare al ribasso? Si crea un’offerta. Un insieme di elementi che uniti al singolo prodotto creano un valore irresistibile.

Ognuno di noi si dovrebbe porre questa domanda prima di iniziare: quali sono i problemi maggiori di chi acquista questa tipologia di prodotti? Cosa cerca maggiormente e perché?

Da qui le risposte giuste.

Un conto è vendere un rossetto, un altro è vendere un rossetto dando in omaggio una matita labbra e magari un tutorial su come applicarlo al meglio per farlo durare tutta la giornata.

Una delle domande più frequenti in questo periodo di pandemia è: come far durare il rossetto a lungo con la mascherina.

In ogni gruppo di make up questa è la domanda più frequente.

Ora, se vuoi vendere un rossetto, hai una competizione non indifferente e devi competere con il boss più temuto: Amazon.

Se crei un’offerta e quindi aggiungi elementi che possono dare valore aggiuntivo al tuo cliente, non avrai alcun confronto con Amazon, perché non c’è scelta. O un singolo prodotto o un’offerta con valore utile per chi acquista.

CONCLUSIONE

Siamo giunti al termine dell’articolo e questi sono i consigli per iniziare nel modo giusto, anche se si parte da zero e non si ha esperienza.

Fammi sapere la tua opinione e cosa ne pensi. Se hai dubbi o domande lascia un commento, sarò felice di rispondere ad ogni dubbio.

SARA IANNONE

COME AFFRONTARE LO STRESS? ECCO ALCUNI CONSIGLI

Avevo pensato di iniziare questo articolo spiegando cos’è lo stress, ma mi sono resa conto che, nel mondo moderno, purtroppo, non c’è praticamente nessuno che non abbia vissuto sulla propria pelle gli effetti dello stress. Chiunque di noi, chi per brevi periodi, chi per periodi più lunghi e magari con conseguenze più pesanti, si è trovato a combattere con una sensazione di impotenza difronte a qualcosa di più grande di sé, un’ansia che ti sussurra nell’orecchio che non ce la farai, che non porterai a termine quel lavoro in tempo, o che non sarai abbastanza in gamba e che quindi devi fare di più, sempre di più per poter risultare una persona vincente oppure si è perso in un vortice di lavoro a ritmi forzati.

Ci è stato insegnato da sempre che impegnarsi e lavorare duro è l’unico modo per ottenere le cose. È  vero, verissimo, ma non ci è stato detto che il nostro corpo e la nostra mente possono trovarsi in difficoltà quando non gestiamo lo stress che deriva dal super-lavoro nel modo giusto, come fare per evitare la, sempre più diffusa, sindrome da Burn Out.

Sfatiamo subito un mito, lo stress non è il male assoluto. Gli psicologi distinguono due tipi di stress: Eustress e Distress. L’eustress è quello di cui forse si parla di meno, il lato positivo dello stress, inteso come quantità di stimoli che riceviamo quotidianamente e che ci tengono attivi. Frutto dell’eustress è, per esempio, la soddisfazione che si prova per aver svolto un compito come volevamo o che ha dato i frutti sperati. L’eustress è positivo, ci mantiene operativi e ci motiva a impegnarci nel lavoro, nello sport e nella vita.

Quello che, invece, vogliamo imparare a evitare a tutti i costi è il distress. Quando ci sentiamo stanchi anche appena svegli, iniziamo ad avere problemi a dormire, abbiamo continui mal di testa e non riusciamo a fermarci a riposare è segno che stiamo iniziando ad accumulare la pressione esterna senza riuscire a sfogarla. Ben presto, questo può impattare sulla nostra mente e anche sul nostro corpo, portandoci poi in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.

Per non arrivare a situazioni di stress che coinvolgono tutto il tuo organismo è importante imparare a gestire lo stress in modo da accorgersi quando viene superata la fase di eustress e inizia la pericolosa discesa verso il distress.

Come affrontare quindi le varie situazioni che la vita ci mette davanti?

La base per mantenerci “stress-free” è sicuramente una vita sana ed equilibrata:

  • Trova del tempo per te, dedicati ad un hobby. Devi poter avere dei momenti in cui la tua mente non è concentrata sugli stimoli stressanti (lavoro, studio, impegni).
  • Fai sport. L’esercizio fisico, oltre ad essere un toccasana per tenere allenato il nostro corpo, ci permette anche di sfogare le tensioni che accumuliamo giorno per giorno. Anche solo pochi minuti quotidiani aiutano a decontrarre i muscoli…e a liberare la mente.
  • Pianifica in anticipo e suddividi i compiti troppo grandi in task più brevi. In questo modo la tua mente si renderà conto di avere le cose sotto controllo e non cederai al panico…che genera altro stress.
  • Parla, esterna, non tenerti sempre tutto dentro. Non è bene tenere chiuse dentro di sé le emozioni negative, che, inevitabilmente, ci troviamo ad affrontare nel corso della vita. Imparare a condividerle ti aiuterà a sfogarle ma anche a vederle con oggettività, allontanandole da te riuscirai a non sentirne il peso che, soggettivamente, ti sembrava così schiacciante.
  • Dormi regolarmente. Il sonno è fondamentale per permettere al nostro corpo di ricaricarsi. Non andresti mai in giro col cellulare sempre scarico, perché lo fai col tuo corpo

Se ti accorgi di essere sul punto di cedere alla fase di “distress” poni rimedio subito:

  • Prendi una pausa. Non importa se non hai ancora finito quello che devi fare, prendi anche solo 5-10 minuti e smetti di pensare a quel lavoro.
  • Respira. Ok, lo so che respiri tutto il giorno, ma questa volta ti chiedo di trovare un posto tranquillo, chiudere gli occhi e respirare concentrandoti sul ritmo del tuo respiro. Il tuo corpo si ossigenerà bene e la tua mente si distrarrà dalla fonte di stress.
  • Ridi! Una risata aiuta a scaricare la tensione. Non rinunciare alle occasioni che ti possono permettere una piccola valvola di sfogo come una risata.

Ascoltando te stesso ti sarà più facile accorgerti di quando sarai sul punto di cadere nello stress negativo. Quindi, impara a non zittire i segnali che il tuo corpo e la tua mente ti danno, impara a capire e ad accettare che hai dei limiti, riconoscili e cerca di superarli nel modo giusto senza arrivare a sentirti frustrato da essi. Se ti accorgi che qualcosa ti genera più stress del dovuto analizzala e valuta se ne vale la pena, se ti accorgi che ci perdi più di quello che guadagni, impara a dire di no. Ne va della tua salute.

Tu come gestisci lo stress? In che situazione ti trovi? Se ti va fammelo sapere lasciando un commento qui sotto.

SARA IANNONE

BOT E SISTEMI DI AUTOMAZIONE: ECCO COSA DEVI FARE

Il mondo viaggia alla velocità della luce e con esso anche le ​tecnologie ​che ne fanno parte. In numerosi ambiti si è costantemente rivolti verso l’innovazione orientata al raggiungimento degli obiettivi nel minor tempo, ma anche nel miglior modo possibile.

Per questo motivo, per garantire una​ crescita e puntare in alto,​ il marketing adotta sempre di più dei ​sistemi di automazione​ capaci di semplificare e velocizzare determinate operazioni.

Ma perché sono stati adottate queste alternative? Di cosa si tratta nello specifico? Scopriamolo insieme.

MARKETING AUTOMATION: COSA SIGNIFICA? 

Prima di andare a fondo alla cosa è bene scoprire cosa si intende per ​sistemi di automazioni ​volti alle attività che stiamo trattando.

Si tratta banalmente di un processo di ​ottimizzazione delle campagne​ e strategie di marketing. In parole povere: affidare certe attività a ​robot ​come: email marketing, social media e così via.

Tutto quello a cui ci si riferisce in merito ai​ sistemi di automazione​ non tratta un usurpazione del posto di lavoro o uno stravolgimento degli impieghi generalmente effettuati da esseri umani.

Non significa mettere le sorti della propria attività o comunicazione in mano a una macchina priva di vita o umanità, ma semplicemente ​delegare ​alla stessa tutto quello che rappresenta un modus operandi ​ripetitivo ​che richiederebbe tanto tempo e prenderebbe il posto di progetti strategici di maggiore rilevanza.

Non solo, ma pensa alla mole di lavoro che si è soliti avere,​ carichi di dati ​e di mansioni tutte uguali che fanno perdere nel tempo la voglia di andare avanti e la propria creatività. Ecco, i ​robot ​sono volti a eseguire tali scopi.

Se ci pensiamo davvero tante operazioni relative al ​digital marketing​ possono essere automatizzate.

Qual è la cosa che ti viene in mente riguardo a questo argomento? Dai, rifletti… quali sono le cose visibilmente “autonome” che ti contattano, ti danno il benvenuto quando ti registri da qualche parte o ti ringraziano quando effettui degli acquisti online? Ma sì, sono loro, le ​newsletter​!

Se ci pensi, a volte può capitare di procedere con degli ordini alla sera tardi oppure di registrarsi ​durante una notte insonne a un canale, per ricevere aggiornamenti di qualche tipo e immediatamente arriva l’email che ti saluta, contenta che tu possa fare parte del suo database.

È normale che non si tratti di un povero essere umano addetto al turno notturno solo per inoltrare ​email di benvenuto​.

Oltre a manlevare, però, lavori che potrebbero essere pesanti, forniscono anche un aiuto per quanto riguarda l’​analisi e lo studio del comportamento​ dei potenziali clienti sul proprio sito web. Azione questa, fondamentale, direi.

Sapere quale pagine attira di più, quali clic sono soliti intraprendere gli utenti e comprendere di conseguenza su cosa concentrarsi e quale ​strategia ​sarebbe meglio adempiere.

I VANTAGGI DEI SISTEMI DI AUTOMAZIONE PER IL MARKETING

L’ho già un po’ accennato a dire il vero, ma vorrei condividere con te nello specifico quelli che sono i ​pro ​che sussistono nell’adottare tali soluzioni.
Come per ogni cosa c’è chi risulta essere un po’ più diffidente e chi invece, entusiasta dai cambiamenti, si getta a capofitto su questo approccio. Ma vediamo in breve quali sono i ​vantaggi​.

È inevitabile che, avendo a che fare con bot o automatismi capaci di svolgere in poco tempo lavori che sarebbero ripetuti e costanti, si abbia​ più tempo ​a disposizione per concentrarsi altrove e ​risorse​.

Questo può permettere di:

Concentrarsi ​pienamente su quelle che sono le diverse ​strategie ​da sottoporre al progetto, anche sulla base dei risultati raccolti proprio dai nostri amici robot;

● come già citato, avere una ​visione completa ​e intera di tutti quei comportamenti caratterizzanti gli utenti, in modo tale da aggiustare il tiro, eventualmente;

prevedere gli investimenti​ e i possibili risultati futuri medianti algoritmi specifici;

migliorare il​ tasso di conversione​;

avere​ maggiori profitti​.

Si deve considerare come una vera ​collaborazione macchina-uomo​ in quanto idonea a garantire una maggiore resa, ma soprattutto capace di unire l’intelligenza artificiale con il calore, l’empatia, la versatilità e la comprensione dell’essere umano.

Ma quali altri metodi di automazione conosciamo senza rendercene conto?

BOT MESSENGER: IL NUOVO MODO DI COMUNICAZIONE

È un po’ che esiste questa soluzione, a dire il vero ed è quella che ha stupito gran parte delle persone e che ha lasciato un po’ di perplessità ancora oggi. Mi riferisco proprio a quei robot che impersonificano personaggi o aziende, e che sono in grado di rispondere al posto dell’individuo fisico.

Cosa vuol dire ​BOT​? Deriva dall’inglese robot e sono anch’essi sistemi di automazioni che usufruiscono dell’intelligenza artificiale per poter rispondere e dialogare in ​autonomia ​con chi ne ha bisogno.

In autonomia, hai capito bene. Si, dire la cosa in questo modo sembra un tantino inquietante, l’inizio di un’immersione in ​Matrix​.

La realtà è che, ovviamente, anche dietro tale approccio esiste un professionista fisico che imposta risposte e modalità di apprendimento e di comunicazione. A dire il vero, però, la cosa impressionante è che con alcuni sembra proprio di avere a che fare con un​’assistenza clienti reale​!

I Bot, però, non fanno solo questo sai? Hanno la capacità di dedicarsi a notevoli attività e compiti:

rispondere ​ai messaggi;

● partecipare ​ad aste;

● inviare ​ordini;

● analizzare i dati​ relativi agli utenti;

● correggere​ contenuti;

● aiutare nel miglioramento​ del processo produttivo;

● prendere decisioni ​basate su algoritmi precedentemente registrati (magari in questo caso si tratta di scelte e azioni di minore importanza per l’azienda);

● gestire la comunicazione ​in senso generale;

● agire sul controllo​ qualità, persino.

IN CONCLUSIONE

Hai visto quante cose possono essere in grado di fare, effettivamente, tali programmi mediante i ​sistemi di automazione​? Converrai con me che per certe questioni e ambiti si tratta davvero di una miniera d’oro capace di far risparmiare tempo e risorse.

Non sei tanto convinto?

È normale, il marketing elaborato in questo modo da una parte va contro tutti i concetti stessi che si nascondono dietro a questo termine e alle professioni che ne fanno parte: ​creatività​, versatilità, conoscenza, esperienza, ​sentimenti​, problem solving, strategia e empatia.

In effetti è comprensibile la perplessità che si cela dinanzi a suddette innovazioni, ma le qualità elencate non possono e non potranno mai essere sostituite da una macchina ed è proprio per questo che parliamo di un lavoro di squadra che può permettere ai lavoratori fisici di sbizzarrirsi verso quelle cose che li rendono vivi.

È vero, il ​marketing ​sotto certi aspetti sta diventando più ​analitico ​proprio per questa costante analisi dei dati, ma la ​creatività ​che sta dietro a una campagna, la rende unica, originale e d’impatto ed è proprio quella che permette ai dati di crescere e di essere studiati.

Cosa ne pensi? Sarei curiosa di avere un tuo parere in merito!

SARA IANNONE

COME OTTIMIZZARE I PROFILI SOCIAL?

Lo sapevi che anche i ​profili dei social network ​possono essere ​ottimizzati​? E se vuoi essere trovato dovresti proprio farlo.

Si tende a percepire i vari account dei social network utilizzati in maniera effimera e come se fossero completamente inutili ai fini delle proprie attività. La realtà è un po’ distante da questa concezione, però, e io sono qui proprio per farti vedere come poter rendere il tuo profilo social ​appetibile​, interessante e…​irresistibile​ per i tuoi potenziali clienti!

IMMAGINE DEL PROFILO: BANALE MA ESSENZIALE


So a cosa starai pensando: “​è scontato che la prima cosa che si valuta quando si decide di aprire un profilo social, sia l’immagine del profilo ​!”.

Si è normale, anche perché nel processo di registrazione è una delle cose che chiedono subito.  Se ti dicessi, però, che deve essere scelta secondo ​certi criteri​ e che non tutte sono ottimali? Ai fini professionali, si intende.

Innanzitutto sarebbe meglio che sia adeguata al canale che si intende utilizzare, ma soprattutto alle ​finalità ​che si desidera ottenere.

Faccio un esempio e mi rivolgo ai ​liberi professionisti​, freelance che hanno come scopo quello di ​sponsorizzare le proprie attività​ e accaparrarsi opportunità lavorative: opta per una ​fotografia in primo piano​, magari con un outfit adatto, semplice e minimale.

Vuoi che la gente ti veda e ti riconosca. Per questa ragione una volta valutata e scelta, usala per tutti i profili di tutti i social che intendi avere per il medesimo obiettivo.

I ​potenziali clienti ​devono riconoscerti immediatamente e capire sin da subito di cosa tratti.

Abbandona la voglia di inserire scatti che riprendono momenti della tua vita privata, per quelli potrai avere altre piattaforme dedicate esclusivamente allo svago.
Per quanto riguarda le ​compagnie ​ovviamente il discorso è diverso.

Non sarebbe professionale mettere in prima base la foto di qualche collega o del capo che, magari, gioca a beach volley durante una sua vacanza al mare.

È bene che in questo caso venga deciso di dare risalto a qualcosa che contraddistingua l’azienda in questione, come il ​logo​, comprensivo dei colori caratteristici. E, perché no, che richiamino il sito web.

In entrambi i casi, sia che tu lavori da solo o per qualcuno, mi sento di dirti di ​non mischiare mai​ vita privata con quella lavorativa. A patto che tu non abbia un’intima relazione di amicizia con tutti i tuoi clienti.

DESCRIZIONE, BIOGRAFIA E AGGIUNTA DI INFORMAZIONI

Ok, decisa l’immagine di profilo arriviamo al ​contenuto testuale​.

Pensiamo a ​Facebook​, per esempio. Sicuramente la prima cosa che ti verrà in mente sono la moltitudine di post simpatici e divertenti che vengono inseriti e che regolarmente ti appaiono nella home. Sono belli, talvolta permettono anche di passare il tempo, lo ammetto.

Ma hai mai visto quanto spazio ha nella sezione relativa all’aggiunta delle ​informazioni personali​? Intanto vi è la parte dedicata al ​lavoro ​che ci interessa particolarmente. Inserisci tutto senza problemi, sii dettagliato.

Successivamente c’è anche la categoria ​formazione​. Insomma, un vero e proprio Curriculum Vitae virtuale​. E ti dirò di più, spesso i reclutatori vanno alla ricerca dei profili in linea con le posizioni aperte, proprio attraverso tale strumento!

Contatti personali, link ad altri account o sito web e chi più ne ha, più ne metta! Insomma, con Facebook puoi proprio sbizzarrirti! E ricorda che vale la stessa cosa delle altre piattaforme web: ​the content is the king!

Per quanto concerne ​Twitter​, invece, abbiamo le gambe un po’ tagliate in termini di dimensione della bio.

A differenza del collega blu, però, ha una peculiarità sostanziale: gli hashtag​! Cerca di accaparrarti i 140 caratteri sfruttando il tutto al meglio. Talvolta potrebbe essere più proficuo scrivere meno, con hashtag più mirati e ricercati.

Infine c’è lui: ​Linkedin…​. il social professionale per antonomasia.

Qui si che devi impegnarti al massimo per rendere il tuo ​CV ​accattivante, in quanto tale mezzo si basa sul mettere in contatto coloro appartenenti allo stesso settore.

Punta sulle ​raccomandazioni ​e sul scrivere tutto quello che potrebbe aiutarti ad essere riconosciuto come appetibile, utile ed essenziale. Un’ulteriore indicazione, se il mercato a cui vuoi puntare è quello ​estero​, è di trasformare il contenuto nella lingua ​inglese

ATTIVITÀ COSTANTE: 

Un altro fattore di rilievo per l’individuazione dei tuoi profili da parte degli utenti, è quello relativo al ​tempo ​che dovresti spendere su di essi.

Una ​costante attività ​che vede l’interazione con i possibili clienti, con il target di riferimento e con l’audience creata, ti permetterà di essere conosciuto meglio e di fare “girare le cose” sulle varie piattaforme.

Pubblica pos​t, condividili, commenta, rispondi e​ sii presente ​per dubbi o chiarimenti. Da qui inizia la tua possibile fidelizzazione.

SEO PER I SOCIAL: COME FUNZIONA?

Ebbene sì, ancora e sempre lei: la ​Search Engine Optimization. Anche in questo ambito è di importanza fondamentale, lo sai? No? Allora ecco qualche ulteriore consiglio:

1. Utilizza un ​url personalizzato​ dei canali social (in quelli in cui concesso farlo ovviamente);

2. le ​Keywords ​sono essenziali anche sui social: nelle descrizioni precedentemente citate, inserisci dunque ciò che ti rappresenta a pieno. Su ​Facebook​, per esempio, la parola chiave deve essere nel nome della pagina o del profilo. Su ​Twitter​, nella bio attraverso l’hashtag e nel nome stesso dell’utente. Su ​Linkedin ​vale esattamente la stessa cosa dei precedenti;

3. Se lo fai già per il tuo sito web o le piattaforme in generale, vale anche adesso: prendi la buona abitudine di​ rinominare le immagini ​inserendo, anche in questo caso, parole che ti raffigurano e che possono essere trovare in una ricerca.

Ricorda che i motori di ricerca come Google, indicizzano e scovano anche le foto. Metti il tuo nome, o la tua azienda.

Insomma, dietro al mondo Social esiste davvero un universo parallelo fatto di strategie, conferme, idee e ricerche. Non ti fermare e vedrai che i risultati arriveranno in men che non si dica!

Hai dubbi o domande? Lascia un commento sotto l’articolo e sarò felice di aiutarti!

SARA IANNONE

IMMAGINI NEL SITO: QUANTO POSSONO INFLUENZARE IL TUO BUSINESS?

Quando si decide di fare un ​sito web ​o di commissionare la realizzazione della propria piattaforma, molte sono le cose che vengono in mente. Cosa inserire all’interno dello spazio virtuale a livello di contenuti scritti, come strutturarlo, cosa si vuole comunicare e così via.

Difficilmente, però, tra i tanti pensieri e l’eccitazione del momento si considerano loro: le immagini​. Soprattutto, non si pensa a quanto siano importanti per ​accrescere il proprio business​. Lo avresti mai detto?

Proprio così, la scelta delle foto da inserire sul sito web è di importanza vitale e deve essere svolto con la massima considerazione, cura e precisione.

La maggior parte delle volte, clienti o simili, tendono a fornire degli scatti o un archivio che fa rabbrividire. È normale, non è una colpa e neanche un’accusa, ma talvolta spendere un po’ più di tempo per dedicarsi al massimo nella decisione relativa ai​ contenuti multimediali ​può davvero fare la differenza a livello di profitti.
Ma perché ti sto dicendo questo? La realtà è che le ​fotografie ​hanno un potere incredibile:

1) Aiutano a ​migliorare la percezione​ che gli utenti hanno della tua attività;

2) hanno il ​potere di influenzare ​le decisioni di chi guarda;

3) come conseguenza a ciò che ho citato, sono le artifici di un​ tasso di conversione maggiore​

IL MESSAGGIO ATTRAVERSO LE IMMAGINI

Come è possibile che una semplice immagine o fotografia abbia tutta questa responsabilità e la possibilità di attirare l’attenzione dei clienti, al punto di spronarlo ad… agire?

Questa è una domanda che sorge spontanea e voglio sottolineare il fatto che non solo questa componente del sito web ha la capacità di fare tutto questo da sola, ma essendo parte di un sistema più ampio​, di una collaborazione che vede la struttura interna, la classificazione delle informazioni e la creazione del contenuto scritto unite per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Ho voluto porre l’accento su questa particolare parte, perchè ho notato che si tende a trascurare, ma lo abbiamo fatto tutti, quindi non ti preoccupare.
Un dato certo è che una ​buona presentazione​ virtuale a grande impatto visivo, ha la capacità di​ attirare lo sguardo ​dei potenziali clienti.

Basti essere orientati all’idea che, tra una molteplicità di informazioni e dati che si possono trovare su internet, l’​utente deve voler contattare ​la nostra attività, essere convinto a farlo. Per portarlo a tale consapevolezza è bene, dunque, coinvolgerlo in ogni modo possibile.

In tale misura lo si porrà nella condizione di apprendere il messaggio nel miglior modo possibile. La ​comunicazione ​sarà più ampia, comprensibile ed efficace e la ​user experience ​ più piacevole.

Tutto questo deve, inevitabilmente, essere in linea con un ​buon design​ e lo scopo di questo è rendere tutto più fruibile, aumentare l’usabilità e garantire la capacità da parte del potenziale cliente, di giostrarsi abilmente tra le pagine della nostra dimora virtuale.

Insomma la cosa principale è quella di ​arrivare al cuore e ai sentimenti ​di chi guarda, cercando di trasmettere totalmente la propria ​brand identity , i valori e tutto ciò che si considera importante. Fin qui ci siamo, può sembrare abbastanza banale, ma non sempre viene messo in pratica.

Il consiglio che mi sento di darti, comunque, è quello di volgere la tua ricerca su siti che possano fornire immagini e fotografie di una certa qualità, composte da fotografi professionisti.

Basta? Tutto qui? Come possiamo essere sicuri che le immagini aiutino la visualizzazione del nostro sito web? Mediante la ​SEO​, ovviamente.

IMMAGINI E SEO: COPPIA INDISCUSSA

Quando si tratta di questa incredibile capacità, volta a ​ottimizzare i contenuti sul web per i motori di ricerca, è facile volgere lo sguardo sulle tecniche dedicate al codice della piattaforma e ai contenuti testuali.

Un po’ meno scontato è ricordarsi che bisogna farlo anche per le nostre amiche, protagoniste di questo post: le ​immagini​.

Allora, vediamo come poterle modificare, in modo tale da garantire un’indicizzazione più ampia, visualizzazioni e, quindi, possibili conversioni.

Occhio alla dimensione!

Spesso il rischio a cui si va incontro quando si cercano ​immagini di qualità ​è quello di riuscire a trovarle, ma con un peso eccessivo che provocherebbe ​pesantezza ​a tutta la struttura e di conseguenza, ​lentezza​.

Ma in stock hai trovato qualcosa che ti piace tantissimo, devi quindi rinunciarci solo perché ha dimensioni eccessive? Nient’affatto! Occorre solo ​bilanciare ​la qualità della foto con la velocità di caricamento e usabilità.

Ti ho mandato ancora più in crisi? Ti spiego meglio. Talvolta sarà necessario ridurre la foto, senza, però, venire meno in termini di qualità.

Come? Grazie a dei ​software ​appositi. Eccone alcuni:

photoshop​: e chi non lo conosce! Magari non tutti lo sanno usare, ma sicuramente la fama lo precede.

Illustrator​: alterego di photoshop. Ci sono schieramenti vero l’uno o ll’altro. Ma anche in questo caso la casa Adobe ha messo tutto il suo impegno per creare una piattaforma incredibilmente utile.

The Gimp​: molto simile ai precedenti citati, ma ha una caratteristica molto appetibile, è gratuito.

Nome della foto cercasi

Una volta agito da questo punto di vista arriva la parte che racchiude un’implicita importanza… il ​nome del file​!

Talvolta, anzi spesso lo ammetto, quando si rinomina un elemento non viene dato molto adito a quanto si scrive. La cosa che più conta è quella di riuscire a ritrovarlo nei meandri del nostro pc e che abbia un senso logico. E invece no, c’è di più! Questo perché da ​un punto di vista SEO​ risulta basilare identificare un’immagine con un buon nome che sia:

descrittivo​; – ottimizzato ​nel senso che deve contenere le parole chiave identificative visibili, inoltre, nell’immagine stessa;

– se composta da più parole, non dimenticare di usare il ​trattino per separarle​ (per esempio, se vogliamo mettere un nome alle foto relative a questo punto dell’articolo in questione, non scriveremo “SEOperimmagini”, ma inseriremo la dicitura: seo-per-immagini);

La ​qualità​, in aggiunta, non va trascurata. Anche perché se dovessi utilizzare uno dei programmi citati sopra per la modifica delle tue creazioni, ti verrebbe richiesta.

A questo punto che fare? Conta che deve essere buona, ovviamente, non sgranata o incomprensibile. Ma se vuoi che sia perfetta devi anche tenere in considerazione che rischia di essere più pesante. Come abbiamo detto prima, questo non è un punto a favore.

Tag alt e title

Niente paura, queste funzioni non sono difficili da attuare. Per quanto riguarda i fattori di ranking​, quelli più certi sono proprio il tag alt e gli attributi a riferimento del titolo. E, udite udite, sono anche i più semplici da inserire. Basta adoperare l’​editing di testo​.

Se utilizzi ​Wordpress​, per esempio, ti basterà completare la scheda che apparirà sulla sinistra una volta caricata una nuova foto.

A cosa serve questo procedimento? Contribuisce a far ​posizionare le immagini ​più in alto nella ricerca e ad accrescere il ​grado di pertinenza​ della pagina, fattore apprezzato e considerato dai motori di ricerca.

Eccoci arrivati alla conclusione. Voglio porre l’attenzione su una considerazione: per ottimizzare le immagini, in modo tale da indicizzare al meglio il tuo sito web, non occorre esagerare con l’inserimento delle parole chiave all’interno dei tag e del titolo. E neppure inserendo a ripetizione la stessa, nella parte relativa alla didascalia – mi riferisco sempre a coloro che usano WordPress, o simili, per esempio.

In tal caso sarebbero penalizzate e otterresti l’effetto contrario. Inoltre, voglio ricordare che la velocità incide di gran lunga sul posizionamento, quindi non sottovalutare una corretta scelta a livello grafico.

Hai domande o dubbi? Lascia un commento o scrivimi alla mia mail!

SARA IANNONE

VIDEOCONFERENZE E VIDEO CHAT: QUALI SOFTWARE UTILIZZARE?

Mai come in questo momento, seppur sia molto triste la motivazione, si ha necessità di trovare un programma di ​videoconferenze o videochat​ idoneo per le attività che dobbiamo svolgere.

Sia che si debba ottenere per svago o per motivi prettamente lavorativi, ci siamo ritrovati a dover adottare una ​soluzione​, per effettuare riunioni contenenti un numero importante di persone… virtualmente. In pochissimo tempo, oltretutto. Mai avremmo pensato di arrivare a tanto.

Adesso, però, avendo l’obbligo per cause di forza maggiore, di ricercare qualcosa che possa fornirci la possibilità di ​sentire e “vedere”​ amici, parenti e colleghi, il problema ce lo siamo posti.

A causa del nemico mondiale​ Covid-19​ che sta attanagliando chiunque e qualsiasi genere di attività, molti che dapprima erano soliti a lavorare all’interno di uffici o aziende, si sono ritrovati a doversi attrezzare per lo ​smart working​: forse istituendo un vero e proprio spazio adibito a ufficio cercando di scovarlo in qualche angolo dell’appartamento oppure incrementando la rete che, fino a quel momento in casa, non era di fondamentale.

Sono tanti i ​cambiamenti ​che abbiamo dovuto affrontare, la vita si è completamente stravolta e lo spirito di adattamento e l’inventiva hanno dovuto prendere il posto, inevitabilmente, della quotidianità e delle abitudini radicate.

Non solo, in un attimo ci siamo dovuti scontrare con una domanda e una realtà inevitabile nel nostro tempo: ​ma quanti programmi di videoconferenza ci sono? E come faccio a scegliere quello più adatto alle mie esigenze? ​ Ammettilo, anche tu hai avuto questo dilemma.

Dopo un mese di quarantena è probabile che tu abbia trovato la tua dimensione anche in questo frangente, oppure no, ad ogni modo voglio poterti dare una mano e illustrarti tutti i vari mezzi che potrai avere a disposizione sulla base delle tue necessità.

Soprattutto avendo avuto modo di vedere che tante persone, invece, non sanno ancora dove sbattere la testa.

Iniziamo!

VIDEOCONFERENZE SOS! A OGNI PROGRAMMA IL SUO SCOPO

Innanzitutto è bene affermare una cosa: ogni applicazione va bene, ma non ne va bene nessuna. ​Aiuto, in che senso? Beh, semplicemente per il fatto che ogni ​software ​è ideato avendo uno​ scopo ben preciso​. Ovviamente, la realtà è che di ogni necessità se ne fa una virtù e parlando del nostro spirito di adattamento, ci accontentiamo o cerchiamo di farci andare bene tutto quello che ci capita a tiro… purché funzioni.

Partiamo con il capire a​ cosa vogliamo rivolgerci ​e, soprattutto, ​perché​. Hai intenzione di avere una buona ​videochiamata one-to-one​ perché hai bisogno di parlare senza essere congelati o subire rallentamenti fastidiosi? Oppure sei parte di una ​grande azienda​ e non sai come fare a coinvolgere tutto lo staff? Vediamo insieme qualche spunto.

Zoom Meetings

La maggior parte delle persone si è ritrovata ad avere bisogno di ​conferenze di grandi dimensioni​, con un numero di persone di notevole portata: dai​ ​50 a 100 utenti, se non oltre.

In questo caso avrai sicuramente sentito parlare di lui, ​Zoom Meetings​. Si tratta di uno dei pochi strumenti che permette di ospitare, già nella versione di prova,​ fino a 100 partecipanti! 

È veloce, pratico, semplice e pesa sui dispositivi! Una clausola da tenere in considerazione, però, è che ha una durata di ​40 minuti​ massimo nella versione free. C’è chi, dopo aver raggiunto questo tempo, decide di abbandonare la stanza e richiamare tutti i partecipanti per accaparrarsi ulteriori attimi senza dover pagare, ma viene da sé capire che si tratta di una tattica leggermente macchinosa, soprattutto se a fare parte del gruppo si è proprio in 100!

I ​costi ​sono davvero ​irrisori​, tenendo presente che, uno dei piani, può permettere la connessione fino a ​1000 utenti ​e si aggira intorno ai ​20 euro​ al mese! Un’altra condizione molto importante è che può essere installato senza problemi su più dispositivi e su diversi sistemi operativi – per l’esattezza su​ Android, iOS, PC​ e ​Mac​.

Skype

Nell’elenco dei programmi atti alle videoconferenze, non può mancare lui, il nostro sempre presente amico ​Skype​.

Viene preferito dai più, da quelli che hanno sempre utilizzato tale applicazione e che nonostante possano provare alternative, il loro amore rimane invariato. Non solo, essendo così popolare, si tende a preferirlo il fatto che, in linea di massima, tutti lo possiedono già.

Si tratta di uno ​strumento gratuito ​fino a un certo livello e permette una chiamata di massimo ​50 persone​ in contemporanea.

Può essere usato anche da browser ​senza l’obbligo di effettuare download​ nel pc ed è molto utile in quanto possiede la funzioni di aggiunta sottotitoli e di registrazione della live per gli assenti.

Cisco Webex Meetings

Si tratta di uno dei ​programmi migliori​ per le videochiamate aventi notevoli funzionalità premium.  Arriva a ​100 partecipanti ​massimo e permette di avere​ condivisione schermo​ (un po’ come Zoom e Skype) e di affidarsi a​ chat room private​.

Ha limiti di partecipanti e di spazio di memoria, in quanto il pacchetto gratuito include​ 1 GB di spazio di archiviazione cloud.

Ma le riunioni possono essere illimitate e anche la durata: a differenza dei colossi più popolari non ha limiti di orario. Il nome alle spalle è ​Cisco ​e questa è decisamente una garanzia.

Teams Microsoft: videoconference e organizzazione del lavoro

Per quanto riguarda questa soluzione, lo scopo a dire il vero, è quello di ​organizzare il lavoro ​a distanza permettendo di ​chattare live​ con colleghi e avendo la possibilità di aggiungere fino a ​300 contatti​.

Fornisce la garanzia di pianificare riunioni e di farlo anche implementando ​gruppi e sottogruppi ​- esattamente come se sussistessero le suddivisioni fisiche dei dipartimenti o uffici all’interno di una stessa azienda.

È molto utile e nella versione gratuita è già fattibile avere ampi spazi di manovra. Ad ogni modo, i ​costi ​- di cui uno coinvolge anche l’utilizzo del pacchetto Office – sono davvero minimi. Dai​ 6 ai 10 euro mensili.

VIDEOCONFERENZE PER PICCOLE RIUNIONI

Google Hangouts

Rappresenta un’alternativa formidabile per ​videochiamare ​avendo, però, un ​numero limitato di partecipanti​. Infatti le videocall hanno capacità massima di tenere 10 account, ma la chat, in compenso, ne ospita 150.

Tutta un’altra storia è se si possiede il pacchetto per aziende​ G SUITE​ di Google che fornisce ​possibilità ​decisamente più ampie essendo studiato ad hoc per il lavoro.

FreeConference

Anche in questo caso si può parlare di uno strumento adatto per ​meeting con accessi davvero limitati​. La cosa positiva è che non richiede nessuna installazione.
Le sue funzioni sono pressoché identiche agli altri strumenti precedentemente elencati, ma ha un difetto da non trascurare, come accennavo prima: quello di poter dedicarsi a sole cinque persone. Questo taglia un po’ le gambe a tale soluzione, in quanto si pone essenziale per una categoria davvero ristretta.

Abbiamo concluso quelle che sono le migliori soluzioni – a mio parere – per videochiamare, effettuare riunioni virtuali e meeting idonei all’organizzazione aziendale.

Spesso, però, ci ritroviamo a chiederci a cosa affidarci nel momento in cui le intenzioni sono quelle di voler “​vedersi” con una o due persone,​ perfino tramite il proprio ​smartphone​.

Ecco qui di seguito un breve elenco che credo potrebbe venirti utile se, come me, hai avuto difficoltà nell’usufruire di applicazioni famose, ma poco performanti sotto certi aspetti:

Whatsapp​: come non citarla. Per quanto mi riguarda, però, non rappresenta la prima scelta. Si possono fare fino a un massimo di 4 chiamate nello stesso momento, ma tende a scattare, a essere rallentato e molto sensibile ad affievolimenti di rete.

Facebook e Instagram​: il nostro amico Mark ci aveva visto lungo e anche in questi due strumenti è possibile comporre videochiamate a una o più persone.

Devo ammettere che la qualità delle stesse, inoltre, non è malaccio. Senza trascurare il fatto che instagram, come è facile supporre, fornisce filtri, immagini, cornici e modifiche che garantiscono divertimento e ilarità all’interno delle conversazioni.

Google Duo​: tendenzialmente installato di default, questa applicazione – con l’icona simile a quella di Zoom peraltro – è un mezzo potente capace di donare grandi soddisfazioni. Il video difficilmente si blocca e la differita tipica nella maggior parte dei software è pressoché inesistente. 5 stelline per lui!

Viber​: altra App simile a WhatsApp, permette di elaborare chat e si, anche questa di videochiamare in maniera rapida, facile e soddisfacente.

Questa è la mia lista e spero ti sia utile ma se ha domande, dubbi o vuoi condividere il tuo tool preferito, scrivilo nei commenti!

SARA IANNONE

CONTENT MARKETING: COME FAR CRESCERE IL VALORE DEL BRAND

Un aspetto molto interessante del fare marketing online è, per chi è appassionato come me della materia, vedere come si è evoluto il modo di fare marketing di pari passo con l’evoluzione della società.

Il modo di comunicare è notevolmente cambiato nel corso del tempo e il marketing non poteva non adattarsi e cercare altre vie comunicative. Il marketing è per sua natura una scienza mutevole. Non ci si può aspettare di continuare a fare marketing di successo senza innovazione, è naturale che il cambiamento continuo sia parte di questo mondo: la regola del “si è sempre fatto così e continuo a fare così” porta a sicuro fallimento in tempi più o meno brevi.

Sì, forse anche questo aspetto mi affascina del mio lavoro, se guardiamo la storia del marketing ci possiamo leggere moltissimo di quello che è cambiato nelle nostre società. Chi fa marketing ha un po’ nel suo profondo anche questa curiosità e questa attenzione su come è la società in cui vive, cosa vogliono, cosa sperano, cosa fanno e come usano le risorse i singoli membri della società.

Il marketing si è dovuto spesso adeguare a questi cambiamenti di modi di fare e di pensare della gente, ma molte volte chi faceva marketing ha anche un po’ guidato e in qualche modo generato i vari trand anticipando le necessità dell’utente, o perfino creando delle necessità che l’utente forse neppure sapeva neppure di avere.

Solo qualche decennio fa la pubblicità era percepita con passività. Gli spot che venivano mandati in radio, in televisione o che apparivano sui giornali erano inseriti con specifiche logiche e raggiungevano l’utenza che li subiva passivamente se non con fastidio perché spesso rappresentavano solo un’interruzione del programma che seguivano. Di sicuro la sfida del marketer dell’epoca era quella di essere accattivanti e di superare questo impatto negativo da parte dell’utente e del pubblico per poter riuscire a far breccia e vendere il prodotto.

Il modo di comunicare odierno è ben diverso, anche se resta ovviamente la pubblicità più classica, il pubblico, l’utenza, ha assunto adesso un ruolo più centrale e ha reclamato nel tempo un ruolo di primo piano. L’utente adesso ha un ruolo attivo e consapevole e il marketer intelligente se ne è reso conto e ha iniziato a lavorare in quest’ottica.

Il pubblico vuole scegliere, essere padrone delle proprie scelte. Pensate alle singole azioni che fate anche voi quando decidete un acquisto…non aspettate che passi lo spot in televisione per decidere quale prodotto comprare, ma fate ricerca attivamente delle varie caratteristiche, siete voi a comandare la scelta quando siete acquirenti.

Quando siete dall’altra parte del tavolo…quando siete marketer vi accorgete quindi che con il marketing digitale è perfettamente possibile adattarsi alle nuove esigenze delle persone in tempo reale e aiutarle a trovare quello che vogliono sui giusti canali. Si può garantire ai clienti la libertà di scegliere, non solo il prodotto, ma anche se e come essere oggetto della campagna di marketing, pensate anche solo alla possibilità di sottoscrivere mailing list per rimanere aggiornati…

Le aziende sono molto più coinvolte nella realtà in cui vivono i loro clienti, hanno delle responsabilità dirette nelle scelte che effettuano e il gradimento o meno dei loro clienti è il barometro per capire se la scelta è accettata o meno, anche e soprattutto a livello etico.

Non si compra più solamente il prodotto, spesso si sposa la filosofia dell’azienda e si preferisce comprare anche seguendo quello che è il codice di condotta o la mission dell’azienda che produce e distribuisce il prodotto. Vedete come il cliente ha davvero un ruolo attivo? Una volta se un prodotto andava bene o meno lo si vedeva solo ed esclusivamente dalle vendite effettuate, ma capire perché non andava bene…ecco quello era un discorso molto più complesso. Adesso raggiungi direttamente il cliente e hai un dialogo attivo con lui.

Adesso il cliente è chiamato a dire la sua, è spronato a dare la sua opinione e su questa opinione spesso si basa la scelta anche di altri clienti, non è più solamente l’azienda ad avere voce in capitolo. L’azienda può sapere se e perché il cliente compra o non compra, può capire quali sono le cose che il cliente vuole e aggiustare il tiro, se lo ritiene necessario.

Una cosa che mi affascina molto del modo attuale di fare marketing è proprio questo: è un dialogo con il cliente, non un monologo.

Questo tipo di scelta comunicativa ha aiutato moltissimo le aziende intelligenti a capire come cambiare quando era necessario farlo, l’azienda funziona se piace al pubblico, quindi avere la possibilità di dialogare col pubblico è un vero privilegio che in passato non avevano. Si cercava di capire come poteva essere accolto il prodotto con survey, con analisi di mercato e con test, ma si trattava di investire molto denaro e di ottenere risultati quantomeno parziali.

L’azienda moderna deve tenere conto che, al vantaggio di poter comunicare col suo utente a costo pressoché zero, corrisponde la necessità di avere un’identità ben chiara e ben individuabile e la necessità di essere il più possibile trasparenti con la propria clientela. Ovviamente non si può accontentare tutti, quindi la difficoltà di questo tipo di analisi di mercato sarà quella di restare veri a se stessi, sposare dei principi e rimanere fedeli a quelli, cercando di compiacere il pubblico che si è scelto come target e non tutti indistintamente.

Un nuovo metodo di fare marketing che mi intriga molto è quello che adesso viene definito CONTENT MARKETING. … che poi in realtà non è neppure nuovo, solo molto più usato adesso anche grazie alla tecnologia che lo rende più facile e fruibile.

Si tratta di offrire al cliente molto di più che semplicemente il prodotto richiesto, questo tipo di marketing va a soddisfare necessità diverse e lega il cliente ai contenuti proposti, all’azienda che li promuove e non solo più al prodotto stesso.

Come dicevo non è un’invenzione recente. Un esempio molto interessante secondo me di content marketing appartiene per esempio allo scorso secolo. Se vi dico Procter and Gamble cosa vi viene in mente?

Può darsi che conosciate quest’azienda per alcuni tra i loro prodotti più famosi che hanno raggiunto il mercato italiano, Pampers, Gillette, Tampax, Pantene etc.ma questi sono solo alcuni degli innumerevoli marchi che commercializzano.

Questo colosso Americano ha iniziato la propria espansione già a metà del 1800 ed era già una azienda milionaria, commerciavano in detersivi, saponi e prodotti per la casa. Il mercato del secolo successivo iniziava a farsi più concorrenziale e dovevano trovare la giusta strategia per mantenere la posizione dominante. Ovviamente il loro target erano le casalinghe americane e iniziarono, come i loro concorrenti, a sponsorizzare i radio-drammi che le casalinghe americane ascoltavano mentre erano a casa a lavorare.

Quindi sentivi i loro jingle, le loro pubblicità accattivanti prima e dopo della puntata del dramma che ti interessava. Ma alla Procter and Gamble questo non bastava, decisero di fare qualcosa di più per fidelizzare al massimo la loro clientela e non vedersela soffiare dalle altre aziende di detersivi. Agli inizi degli anni 30 decisero di creare loro stessi un radio-dramma, le casalinghe che si sarebbero poi appassionate alla storia (il loro contenuto) avrebbero quindi sentito solamente i loro sponsor e non i concorrenti.

Crearono una storia radiofonica chiamata The Guiding Light che 20 anni dopo, negli anni 50 approdò in televisione e fu prodotta fino al 2009.  Arrivò anche in Italia e sono sicura che molti di voi la conoscono con il nome di Sentieri!  In pratica la Procter and Gamble creò il fenomeno che conosciamo tutti con il nome di SOAP OPERA.  

Il successo che ebbero nel creare il contenuto fu talmente grande che alla fine il contenuto stesso (che doveva servire da mezzo di fidelizzazione della clientela ed essere un pretesto pubblicitario) divenne alla fine un prodotto in sé! Ben 72 anni di produzione…non male per essere partita come artificio pubblicitario! Infatti, questa azienda iniziò a produrre altri contenuti a se stanti e creò una divisione a parte che si occupava di questo nuovo mercato.

Ma ovviamente non vorrei che pensaste che anche voi siete chiamati a fare operazioni di marketing così imponenti! Nessuno vi dice che dovete diventare registi di una nuova serie televisiva per proporre i vostri prodotti, ma è interessante vedere come il pubblico ha reagito e ha gradito essere intrattenuto invece che “assillato” con messaggi pubblicitari diretti.

Se volete un esempio molto più recente e molto più dinamico possiamo parlare della Red Bull…proprio quella che vi mette le ali!

Hanno avuto dei marketer bravissimi che, oltre a lanciare slogan come questo che è riconoscibile da chiunque abbia mai acceso la tv una sola volta, hanno legato il loro marchio al mondo degli sport estremi, creando contenuti mirati agli amanti del genere e quindi andando a diffondere il loro marchio verso quella specifica nicchia di mercato.

Anche chi non si dedicava a sport estremi identificava quindi la bevanda energetica come un qualcosa bevuto da chi ha coraggio, è dinamico e sprezzante del pericolo…quindi berla ti dava la sensazione di partecipare ad un po’ di quella eccitazione.

Ci sono infinite storie di come il content marketing abbia funzionato per grandi e piccole aziende. Quello che è interessante notare, secondo me, è anche come questo tipo di pubblicità abbia rivoluzionato il marketing digitale, di come sia stato utile a chi promuove i propri prodotti sulla rete.

Il mezzo con il quale si arriva al cliente finale è completamente diverso, non si tratta più di una fruizione passiva a canale unidirezionale: accendo la radio o la tv e passivamente usufruisco delle proposte che trovo sui limitati canali a disposizione, la pubblicità su questi mezzi segue la stessa modalità, manda un messaggio diretto all’ascoltatore e deve convincerlo della validità del prodotto.

Per quanto riguarda internet il discorso cambia notevolmente, il cliente finale è attivo nella ricerca, ha dialogo con l’azienda e con gli altri possibili clienti. Si crea una dinamica molto più complessa. Innanzitutto, come dicevo, il cliente finale cerca attivamente su internet la soluzione ad un suo problema o la soddisfazione di una sua necessità: questo significa che deve riuscire a trovare il vostro prodotto e sceglierlo rispetto alla concorrenza.

La creazione di contenuti interessanti, che poi si può ricollegare al vostro mercato può essere una carta vincente, state già risolvendogli un problema prima ancora che abbia acquistato nulla!

Ho letto di una piccola azienda americana che è un esempio lampante di questo.

Si tratta della River Pool, una azienda che produce e installa piscine. Nel 2008 la crisi li aveva portati sull’orlo del fallimento, si salvarono grazie ad una mossa che all’epoca era ancora inusuale.

Aprirono un blog. Su questo blog parlavano della tecnologia che stava dietro alle piscine, i materiali, la manutenzione. Rispondevano soprattutto alle domande e ai dubbi dei clienti, davano consigli…e …tra le altre cose …citavano anche il fatto che loro montavano piscine, senza che questo, però fosse l’unico focus del blog.  In questa maniera chi cercava informazioni sulle piscine non poteva non finire sul loro blog.

Iniziarono ad insegnare il loro mestiere, diventando quindi autorevoli e riconosciuti nel loro campo. Hanno creato un learning center online dove condividono le loro conoscenze, hanno perfino creato ebook su come scegliere la piscina giusta.

Beh il loro marketing è stato così di successo che adesso hanno anche un business mirato sulla consulenza aziendale!

Ovviamente fare content marketing in modo proficuo non è facile per tutte le aziende, ci sono tante storie, anche di grandi aziende, che hanno sbagliato campagne di marketing perché non hanno capito che questa tipologia di comunicazione ha regole diverse rispetto al marketing tradizionale.

Come sempre se non riesci ad adeguarti e a capire le regole del gioco che cambia non potrai far altro che, nella migliore delle ipotesi, stagnare.  Per esempio, La Carrefour, la nota catena di supermercati, ha perso la sua “conquista all’oriente” proprio per la sua mancanza nell’adeguarsi a questo nuovo metodo di marketing.

Hanno continuato a veicolare le proprie campagne pubblicitarie su TV e giornali in modo tradizionale, mentre la concorrenza, Tesco, Giant etc…hanno investito nella realizzazione di App telefoniche che hanno reso interessante e più facile acquistare presso di loro, pubblicità digitali, Codici d’acquisto, insomma hanno dato al cliente qualcosa di più che la possibilità di fare la spesa. Ad oggi in Asia il nome Carrefour è quasi completamente svanito.

Però attenzione a fare content marketing solo per non rimanere nel tradizionale…va fatto bene e con criterio, bisogna avere una certa attenzione all’immagine che si trasmette con il contenuto scelto…

Vi faccio un esempio di content marketing davvero fallimentare. Qualche anno fa la compagnia di bandiera della Malesia la Malaysia Airlines ha commesso uno strafalcione non da poco e in un momento davvero delicato.

Avevano da poco avuto due drammatici incidenti aerei con diverse vittime, quindi il momento era davvero difficile. Chi si occupava del loro blog nello stesso periodo aveva avuto la “brillante idea” di lanciare un concorso a premi in cui chiedevano agli utenti di mandare la propria bucket list e avrebbero premiato la più originale…ora, per chi non lo sapesse la bucket list è la lista di cose che uno desidera fare prima di morire….forse non era esattamente il momento giusto per un simile contest …per la maggior parte delle persone è saltato subito agli occhi il collegamento con gli incidenti avvenuti… un po’ come dire…hai un biglietto aereo con noi?  Affrettati a fare quello che vorresti fare prima di morire!!

Ecco attenzione a quello che succede attorno a voi se fate content marketing! Un esempio di come trattare anche argomenti difficili con un buon marketing è sicuramente Taffo. Loro hanno deciso di promuovere uno dei prodotti credo più difficili da commercializzare, i servizi funebri, con una grande attenzione a quello che succede nel mondo e giocando con una fine ironia. I loro contenuti sono spesso virali proprio perché sono riusciti a bilanciare in maniera delicata l’ironia dei loro messaggi senza strafare o calcare troppo la mano, ma risultando sempre pungenti e diretti.

È un’arte difficile!

Come avete visto, persino le più grandi aziende del mondo sono riuscite a sbagliare il loro marketing qualche volta, e a volte anche in maniera clamorosa! Io sono sempre convinta che anche dagli errori si impara sempre molto, non c’è nulla di male nel fare errori, riprovare e andare avanti correggendo il tiro.

Però, se potete, cercate di imparare quanto più potete dagli errori degli altri …in modo da farne il meno possibile voi!

SARA IANNONE

SITO WEB: COME RENDERLO ATTRAENTE

Sembra scontato, ma devi possedere un sito web professionale. Da qui non si scappa.

Ormai è impensabile avere un’attività lavorativa di qualsivoglia genere e non essere presente all’interno dell’universo digitale. Ti sembrerà difficile, magari ci avrai anche già provato senza aver riscosso molto successo, oppure hai paura di dover usare i tuoi soldi come investimento iniziale per poi renderti conto che avresti potuto utilizzarli diversamente, per farti una vacanza da qualche parte magari, visti i scarsi risultati che hai paura di ottenere. 

Ti giuro però, che non è così! Se ti soffermi su questo post a vedere tutti i passi che ti consiglio di fare per ottenere un sito web accattivante e capace di generare moltissimo traffico, non te ne pentirai! 

Ti ho convinto? Si? Allora iniziamo!

LA SCELTA DEL DOMINIO…DURA PER SEMPRE! 

Se sei arrivato a questo punto si presuppone che tu abbia già intrapreso il percorso interiore di auto-convincimento e di incoraggiamento, avente lo scopo di avviare il tuo business online avendo prestabilito gli obiettivi e i desideri da raggiungere. 

È bene che prima di dare il via all’implementazione della piattaforma personalizzata, si definisca il target, il topic di riferimento e aver stabilito un’anteprima, di quanto si vuole creare, nella propria mente. 

Detto ciò… una domanda sorge spontanea: quale dominio scegliere? Non per metterti sotto pressione, ma una volta stabilito sarebbe bene non cambiarlo più. Inoltre dovrebbe rappresentare totalmente te e la tua attività. 

Lascia che ti dia qualche consiglio in merito: 

Non esagerare con la lunghezza e complessità. Sarebbe meglio se fosse facile da ricordare. Devi dare modo ai tuoi potenziali clienti di essere ammaliati da te e dal tuo sito, e con sito intendo anche il suo nome. Deve entrargli nella testa e rimanere radicato lì per sempre. Fai sì questo sia il tuo obiettivo.

Tieni a mente la SEO: una delle cose di rilievo è che il tuo dominio avrà lo scopo di essere posizionato e ottimizzato, quindi anche questa è una clausola da tenere sempre in considerazione;

Nome proprio o dell’impresa? Non preoccuparti se stai pensando di non inserire il titolo della tua impresa – o il tuo nome personale – dopo il famoso www. il dominio può anche essere coniato a riferimento della mission o di una parola chiave specifica valutata secondo il volume di ricerca. In questo ultimo caso, però, potrebbe essere rischioso per eventuali ottimizzazioni nel futuro, nel caso doveste cambiare prodotti o servizi da vendere. 

COME SCEGLIERE IL GIUSTO HOSTING 

Innanzitutto bisogna definire di cosa si tratta. L’hosting è semplicemente lo spazio virtuale che sarà occupato dal tuo sito. 

Esattamente come quando si vuole costruire una casa. Si ha bisogno del giusto spazio capace di soddisfare i propri bisogni; ecco, la stessa cosa avviene sul web. Solitamente tale servizio viene reso disponibile sulla stessa piattaforma del dominio. Quindi il tuo compito è quello di analizzare quale server utilizzare e che possa garantire le giuste performance. 

Esistono numerosi hosting gratuiti, ovviamente devono essere scelti tenendo conto delle intenzioni. Spesso per iniziare ad avere un blog personale, viene valutata tale opzione, ma occorre ragionare su una cosa: nella quasi totalità delle volte, tali soluzioni non si posizionano in ottica SEO, o comunque risulta molto più difficile. 

A tal proposito servizi come Siteground, Bluehost, Serverplan o Register, rappresentano una scelta decisamente più completa e fruibile. 

PUNTA SU UNA GRAFICA SEMPLICE E ARCHITETTA LE INFORMAZIONI

Il layout è fondamentale, non deve essere solo di tuo gusto, ma anche rappresentare a pieno quelle che sono le tue decisioni di business e, soprattutto, rendere facile la vita degli utenti mediante passaggi intuibili, comprensibili e con colori piacevoli. 

Devi rivolgerti a un design che trasmetta il tuo messaggio in modo efficace, tanto da far procedere all’azione il tuo potenziale cliente. Tranquillo, queste non sono cose dipendono esclusivamente da te, anzi, è bene che tu ti ponga l’obiettivo di ricercare una web agency o un freelance che faccia al caso tuo. Non ti accontentare e non ti buttare sul primo che trovi. Poni domande, cerca coloro aventi capacità, passioni e volontà di rendere il tuo prodotto unico nel suo genere. 

L’architettura delle informazioni, inoltre, è una sorta di struttura logica e organizzata di tutto ciò che desideri inserire all’interno del sito web: informazioni, foto, dettagli, curiosità, contenuti testuali e così via… Si tratta del fulcro, della base, tutto deve essere poi elaborato ed eseguito intorno ad essa. 

LAVORA CON I CONTENUTI 

È inutile che io continui a porre l’accento su questa questione. Ormai tutti sanno la dicituara “content is the king e questa è sicuramente una costante che perdurerà nel tempo. 

La struttura gerarchica della tua piattaforma professionale è essenziale, come la classificazione delle informazioni, il wireframe per avere un’idea approssimativa della costruzione interna e la scelta della grafica. 

Ma ciò che fa davvero la differenza è lui. Il contenuto che deve essere studiato, pensato ed elaborato all’origine di ogni eventuale implementazione. Poi verrà modificato, sistemato, allungato o subirà tagli. Non è un problema. Ma tu devi sapere cosa vuoi comunicare e come vuoi effettivamente farlo. 

Quindi, per prima cosa devi farti aiutare e mappare le singole attività del pubblico alle pagine del web. Comprendere, sulla base delle azioni effettuate dagli utenti, come suddividere la piattaforma che, piano piano, prenderà forma. 

Vi sono tre tipologie di pagine: 

  1. Pagina di navigazione: o di informazione e sono quelle che servono alle persone per soddisfare le loro richieste. Si possono identificare tipicamente con la home page o la pagina dei risultati di ricerca;
  2. Pagine di interazione: dove l’utente compie un’azione concreta. Un commento a un articolo, una scelta di servizio, una richiesta di preventivo o un’aggiunta al carrello. Insomma, in questa zona si riesce a comprendere e definire l’esigenza intrinseca dell’interessato;
  3. Pagine di consumo: dove si trova il contenuto di rilievo, colui il quale consente al sito di essere trovato e fornisce nozioni degne dell’attenzione del visitatore. Sarebbe a dire la sezione blog, un articolo, un post, un video o la pagina del prodotto/servizio.

Viene da sé comprendere che ognuna di queste tre essenziali pagine, hanno una mappatura e una struttura completamente diverse, orientate e definite tenendo in considerazione i differenti obiettivi. 

Raccontati, sii trasparente, elenca le certificazioni e inserisci tutte le risposte alla domanda che, chi ti sta cercando, potrebbe porsi:: “perché dovrei scegliere proprio questa attività”? 

Insomma, immetti tutti quei dati che rendono noto quanto tu sia degno di fiducia, come ad esempio le recensioni o testimonianze di chi ha già avuto a che fare con te. 

Crea, infine, tante call to action! Come dicevamo prima, rendi la vita dei tuoi potenziali stakeholder più semplice e rendi fattibile l’eventuale scelta di contattarti o di richiedere ulteriori informazioni, inserendo un pulsante in qualche pagina che possa far procedere all’azione. 

SEO, SEO E ANCORA SEO 

Strettamente correlato al contenuto sono le attività di ottimizzazione sui motori di ricerca, – ne ho parlato anche in questo post. 

In sostanza, ciò che provoca questo mix di tecniche definite SEO, è la rintracciabilità, visibilità e la conversione di traffico gratuito da Google. Ovviamente più afflusso di visitatori si ha, più si ottengono possibilità di vendita. 

Le parole chiave fanno da padrone e un’accurata analisi di queste può essere di vitale importanza, consentendo di raggiungere il tuo scopo finale. Ma non devi pensare solo in termini di keywords. Bensì la prima figura che dovrebbe venirti in mente alla stesura del tuo contenuto è proprio l’utente finale. Ecco qualche consiglio in merito: 

  1. Crea le tue pagine con il giusto messaggio per le persone, non per le macchine o i robot dei motori di ricerca (crawler);
  2. Sii sincero, non ingannare gli utenti solo per essere trovato, fai ciò che effettivamente dici di compiere;
  3. Le tue creazioni devono essere chiare e caratterizzate da collegamenti testuali tra loro.
  4. Gli elementi <title> e gli attributi ALT (ad esempio per le immagini) devono rappresentare la tua attività, di conseguenza le famose paroline chiave, in questi casi, verrebbero proprio bene;
  5. Non esagerare e non inserire a cascata keywords caratterizzate da un elevato volume di traffico. A Google non piacerà per niente.
  6. 6. I link – sia interni che esterni – sono davvero utili. Permettono allo spider dei motori di ricerca di vagare nel web in maniera immediata e di trovare i tuoi contenuti per indicizzarli al meglio.
  7. Dulcis in fundo, la sezione blog è la chicca che consente, non solo di diffondere notizie inerenti alla tua impresa, ma anche di fidelizzare il cliente, mantenere costantemente aggiornata la tua piattaforma con contenuti ben fatti e ottimizzati (azione fondamentale) e incrementare la possibilità di farsi trovare nel mondo virtuale.

Siamo giunti alla conclusione. Ho voluto darti una carrellata di argomenti di grande importanza, per permetterti di iniziare al meglio questo viaggio che, se effettuato nel modo più consono, ti garantirà successo e notevole soddisfazione. Hai qualche dubbio o domanda? Lascia un commento o inviami una mail.

SARA IANNONE

AVVIARE UN’ATTIVITÀ ONLINE: DA CHE PARTE INIZIARE?

Ormai tutto sembra semplice, avviare un’attività online, fare social media marketing, SEO… ma la realtà è: si tratta davvero di operazioni facili da attuare? In molti si pongono tale quesito. Quali sono i passi da fare? A chi ci si deve rivolgere e, soprattutto, quali sono i costi per iniziare a imbandire un business digitale? Niente paura, sono qui per aiutarvi. 

Un chiarimento iniziale: ahimè, non esistono miracoli e neppure qualcuno che possa realizzare il tuo sogno al 100%. Qui troverai consigli utili per poter imbastire un lavoro derivato da quelli che sono i tuoi desideri e le tue passioni, ma dovrai metterci del tuo e, soprattutto, continuare a informarti. Perché è questa la chiave per il successo: la ricerca della conoscenza e formazione continua

Iniziamo! 

GLI STEP PER INIZIARE UN BUSINESS NEL DIGITALE

Ti potrà sembrare molto difficile, addirittura impossibile da attuare, ma essere presenti sul web risulta essere di vitale importanza ormai, e sai qual è la cosa positiva? Il fatto che questa possibilità ha ampliato di gran lunga la riuscita di avere successo nel mondo degli affari, di singoli o imprese e farsi un nome progredendo sempre di più. 

Laddove un tempo risultava molto arduo trovare clienti, avere una rete fissa di utenti e rimanere perennemente aggiornati, adesso ogni cosa può essere pressoché fattibile. 

Prima di iniziare a lanciarsi nell’universo virtuale, quindi, fai una cosa. Prenditi tempo, ragiona, pensa, elabora e… valuta te stesso e la tua azienda. Poniti questi quesiti: cosa voglio fare? Quali sono i miei obiettivi? Come vorrei essere conosciuto? Qual è il mio budget iniziale? Dopo queste attente analisi metti per iscritto ogni cosa ti venga in mente senza perdere il file o l’appunto, perché ti servirà sempre. Per cominciare, ma anche per continuare nella direzione stabilita, qualora perdessi di vista i tuoi scopi durante il percorso verso il successo. 

Parallelamente a queste tue riflessioni, è bene considerare di effettuare ricerche di mercato a livello generico. È bene informarsi sul mondo che ci circonda, essere pronti a capire cosa poter fornire di unico e originale e su quale potrebbe essere il valore aggiunto.

BUSINESS PLAN E SITO AZIENDALE 

Sulla base delle riflessioni elaborate dal passo precedente, risulta necessario dare vita a un vero e proprio piano d’azione, potendo comprendere a pieno la prima reale e concreta azione a cui volgere lo sguardo: la creazione di un sito web

A tal proposito mi sento di darti un consiglio: cercare un professionista capaci di seguirti dall’inizio alla fine, capirti e trasformare in realtà la tua immaginazione. Il risultato finale deve essere una completa rappresentazione delle tue intenzioni, della tua personalità e del business plan precedentemente implementato. Sarebbe meglio, inoltre, se fosse costruito attraverso una piattaforma idonea alle facili modifiche e aggiornamenti, fatte – sempre che tu ne abbia voglia – in solitaria. 

Talvolta, dipendentemente dall’attività che si vuole intraprendere, l’indipendenza di gestione può essere un valore aggiunto in grado di fornire grandi risultati, in minor tempo e costo. Ovviamente è auspicabile effettuare della formazione in merito. 

SI INIZIA CON LA SPONSORIZZAZIONE E COMUNICAZIONE!

il tuo sito è fatto, esteticamente ti piace moltissimo, è accattivante, racchiude a pieno la tua mission, gli obiettivi, la tua personalità e tutto ciò che è tua intenzione comunicare. E ora? 

Beh, serve a poco un sito web degno di nota se non viene visto da nessuno. Il fine ultimo, d’altronde è proprio quello di ottenere visualizzazioni che permettono, inoltre, di incrementare le vendite

Come riuscire ad avere abbastanza traffico, tanto da portare a conversioni e, di conseguenza, a clienti reali? 

Esattamente in 3 modi: 

Grazie al contenuto. Un sito web che si rispetti deve essere costantemente  aggiornato, di conseguenza è bene che si implementi la sezione blog e che il tutto sia elaborato in chiave SEO. Cosa vuol dire? Ottimizzato per i motori di ricerca. Non è una cosa banale né tantomeno semplice ed è per questo motivo che dovrai rivolgerti a un esperto per mantenere alto il livello di indicizzazione. Tutto deve essere creato in ottica SEO, è di importanza vitale. Attenzione però, non vedrai i risultati immediatamente o nel giro di pochissimi giorni, ma devi munirti di pazienza e perseveranza. Parole chiave, link in entrata e uscita, tag, meta description…ecco qualche anticipazione di quella che dovrà essere una Search Engine Optimization ad hoc! 

Social Media Marketing! Ormai tutti quanti possiedono pagine o account social, quindi, perché non sfruttare questi spazi di comunione virtuale per  sponsorizzare la nostra recente creazione? Mediante appositi strumenti ti sarà possibile scegliere il target desiderato, gli argomenti e i vincoli inerenti alla tua attività, per raggiungere possibili utenti volenterosi di cliccare sui tuoi prodotti o servizi.

Google Advertising: annunci a pagamento sul motore di ricerca o sui diversi marketplace. Ci sono moltissimi modi per impostare le campagne in maniera abbastanza fruibile – sebbene anche in questo caso io preferisca consigliare di rivolgersi a un professionista del settore, almeno inizialmente.

Una modalità interessante è il Pay per Click garantendo il pagamento dell’inserzione a patto che l’utente clicchi sul tuo annuncio. 

Sembra un lavorone interminabile, inutile a volte – non vedendo nell’immediato i risultati sperati – difficile e dispendioso. È normale, specialmente se non si comprende all’inizio, l’importanza di eseguire i vari step in ordine. 

Come per qualsiasi altro genere di impiego o passione è necessario investire. Sia in termini economici, di tempo o di sentimenti. La domanda giusta è sempre la stessa: ne vale davvero la pena? Se la risposta è sì e ti prefiggi di fare del tuo meglio, dovrai munirti di pazienza e renderti conto spenderai anche qualche tuo risparmio, è vero. Ma i tornaconti potranno essere infiniti e più che soddisfacenti. 

Se hai qualche domanda in merito lascia un commento qui sotto e sarò felice di aiutarti!

SARA IANNONE

BRAND REPUTATION E BRAND IDENTIFY: LA LORO IMPORTANZA PER UNA STRATEGIA VINCENTE

Con il passare degli anni tante cose sono cambiate in materia di business. Strategie che in passato potevano essere efficaci, adesso hanno perso il loro valore e sono state rimpiazzate da termini e modalità del tutto differenti e complessi. Un esempio? La brand reputation

È vero, l’importanza di farsi un nome e di avere una buona reputazione nel mondo degli affari, è sempre stata di grande rilievo. Si è partiti con la voglia di farsi conoscere basandosi sul buon vecchio passaparola – intramontabile peraltro – passando attraverso la pubblicità cartacea, fino a percorrere, piano piano, tutto il percorso verso la digitalizzazione dei nostri giorni. 

Ma, nonostante si sia immersi totalmente in tale mondo, sussistono alcune perplessità – in ognuno di noi – sulla definizione di quello che deve essere il corretto modus operandi da inserire all’interno del proprio business plan, in particolar modo, di quelli che sono i valori da considerare per una corretta strategia. 

Ti starai chiedendo a cosa mi riferisco, beh, continua nella lettura per scoprirlo!

BRAND REPUTATION: DI COSA SI TRATTA E PERCHÉ È IMPORTANTE:

A differenza di quello che alcuni pensano e che, effettivamente, potrebbe sembrare, la brand reputation e la brand identity, non sono la stessa cosa. O meglio, la seconda rappresenta un piccolo tassello della prima, la quale racchiude una serie di attività volte all’elaborazione di un piano strategico con lo scopo di dare rilievo al proprio marchio e di incrementare le vendite. 

Mi spiego meglio. La brand reputation si può definire come la diretta conseguenza di quelle che sono le singole attività, svolte dall’azienda, capaci di ottenere la giusta considerazione da parte del pubblico. Ci si riferisce esattamente ai sentimenti dei potenziali clienti nei confronti del marchio di riferimento, derivati dalla fruibilità e dalla capacità dello stesso di rispondere alle esigenze degli utenti. 

In sostanza quindi, si può dire che sia la reputazione, positiva o negativa, ottenuta grazie alla capacità di soddisfare o meno le aspettative, le richieste e le necessità dei clienti nel tempo, da parte del brand. 

Tutte queste caratteristiche la rendono sicuramente un patrimonio aziendale, un bene da conservare in quanto capace di direzionare le attività e le opinioni degli stakeholder. Si tratta di un valore inestimabile che non si definisce in pochi giorni, ma si costruisce con il tempo, lavoro e passione. Ma attenzione però! Come dicevo si implementa lentamente, ma può essere distrutta in un secondo. È proprio per questo motivo che devi sempre prestare la massima attenzione, lavorare sodo e mantenere la parola data dimostrando onestà e integrità. 

Perché la brand reputation è così importante? Semplice, perché è proprio da questo valore che può iniziare la tua intera attività. Se piaci e colpisci vendi, altrimento sei destinato a rimanere nell’oblio soffocato dai commenti e recensioni negative. 

Molto probabilmente ti starai chiedendo una cosa: “da che parte inizio e da cos’è composta la brand reputation?” Ottima domanda. Come ho accennato all’inizio, è formata da una serie di tasselli e step che contribuiscono a creare il valore dell’impresa e sono i seguenti: 

brand identity: l’identità aziendale;

brand awareness: tutto ciò che riguarda la notorietà e la riconoscibilità di un’attività;

brand image: l’immagine dell’azienda;

brand positioning: la posizione, rispetto all’opinione collettiva non solo degli utenti, ma anche dei media. 

Ci sarebbe da scrivere per giorni a riferimento di tutte queste voci, ma mi soffermerò sulle prime due, le prime da trattare e quelle che sono maggiormente confuse.

BRAND IDENTIFY E LE SUE CARATTERISTICHE:

A differenza di quanto abbiamo definito per la reputation, orientata dunque a quelli che sono i pensieri dei consumatori nei confronti dell’azienda, la brand identity racchiude tutti i valori che vogliamo comunicare agli altri. Gli obiettivi, la mission e le intenzioni. 

Si tratta della trasmissione delle TUE idee per la TUA attività. Tutto ciò che vuoi che gli altri sappiamo e interiorizzino prima di costruirsi un’idea forte e duratura. All’interno di queste qualità, inoltre, troviamo: 

  • naming
  • pay off
  • logo
  • colori
  • visual 

Gli elementi identitari vengono definiti dall’azienda tipicamente sulla base di quanto vuole comunicare e dal target che desidera raggiungere. Tutto ciò a seguito di un’analisi di mercato accurata. 

Lo scopo? Quello di essere riconosciuti, distinguibili e unici. Contribuendo a incrementare, in senso positivo, la sensazione generale dell’utente. 

Ecco che abbiamo fatto un piccolo passo per costruire una brand reputation solida ed efficace. Il secondo racchiude la brand awareness.

O meglio, il livello di notorietà e di riconoscibilità di un’impresa rispetto al mercato, all’interno del settore di riferimento. Trova qualcosa che possa distinguerti e che possa permettere al cliente di acquisire la consapevolezza, in una frazione di secondo, di essere di fronte ai tuoi prodotti o servizi. 

Hai sicuramente presente il simbolo della Apple, non è così? O il design che contraddistingue tale azienda? Ecco. È inutile, anche se ci si prova, ogni volta che ci si trova di fronte alla figura di una mela stilizzata a metà o all’interno di una piattaforma con le medesime caratteristiche grafiche, la mente si catapulta nel mondo Apple. Cosa voglio dirti con questo esempio? Che devi voler arrivare a quella condizione. 

Non aver timore, non è una cosa che nasce dall’oggi al domani, occorre avere tempo, pazienza e investire il proprio lavoro in professionisti capaci di creare un piao di riconoscimento immediato della tua attività: 

campagne pubblicitarie dove vengono messi in evidenza le caratteristiche visive, i valori, gli obiettivi e l’immagine generale;

– advertising sui motori di ricerca: continua a essere presente a livello di contenuti per enfatizzare l’indicizzazione in modalità organica

storytelling

Tutto questo, unito, crea un team forte e duraturo, atto al raggiungimento degli obiettivi sperati. 

In definitiva, quindi, nell’ottica di ottenere un posizionamento del marchio tra i posti di maggiore successo, è bene che in una prima fase si ragioni su: 

– una brand identity sincera: essere consci di chi si è e volerlo comunicare in totale trasparenza e chiarezza;

– una brand awareness originale: essere riconosciuti mediante l’immagine, i colori, i layout e il visual. 

In questo modo potrai dare valore a quell’insieme indicato all’inizio dell’articolo: la brand reputation, ovvero l’apprezzamento da parte degli utenti.

Ho analizzato a livello generale quelle che sono le basi per iniziare a intraprendere una strategia online. Se hai domande, dubbi o se vuoi approfondire qualcosa nello specifico, scrivilo nei commenti e sarò felicissima di aiutarti.

SARA IANNONE